È un’ode al libero pensiero, un elogio a chi non si è adagiato su quello che veniva considerato il pensiero dominante. È questo e molto altro “Il poeta”, il nuovo singolo di Enrico Ruggeri, uno dei più amati cantanti e cantautori italiani che ha fatto sognare varie generazioni.
L’artista è stato ospite al programma di Radio Roma “Show Time” condotto da Paciullo, ha parlato del suo nuovo album “La caverna di Platone”, che esce a tre anni di distanza da “La rivoluzione”, con il quale affronta temi attuali con un’intensità poetica e un’identità artistica molto forte.
“Rappresenta tutti quelli che hanno pagato per essere stati contro il pensiero dominante, da Socrate ad Oscar Wilde – racconta in collegamento Enrico Ruggeri -. Ci sono un sacco di personaggi, come anche Pasolini al quale mi riferiscono più strettamente, personaggi che hanno pagato caro il fatto che erano totalmente contrari alla narrazione ufficiale.”
Enrico Ruggeri: tra autotune e Tony Effe
Questo nuovo album è un elogio al libero pensiero, ma rappresenta anche una critica a chi fa musica con l’autotune, uno strumento combattuto tra amore e odio.
“L’autotune, quello che viene usato come uno strumento, io lo trovo fastidioso, ma è una questione di gusti. C’è anche l’autotune scorciatoia, quello che viene usato quando cantano per raddrizzare un po’ la voce, e lì forse è ancora peggio perché è un po’ ‘na sola, come dite voi a Roma. Io ho fatto questa birichinata di scrivere sull’album ‘Enrico Ruggeri, voce no autotune’ ”.
Prendendo a pretesto il programma che Ruggeri conduce su Rai 2, non poteva mancare la domanda un po’ pungente del conduttore sull’artista tanto criticato nell’ultimo periodo, Tony Effe.
Alla domanda “Vedremo mai Tony Effe nel tuo programma?” Enrico Ruggeri ha risposto: “Mi sembrano due strade molto lontane. Tieni conto che da noi si canta totalmente dal vivo, non vorrei metterlo in difficoltà.”