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Energia rinnovabile nel Lazio, tre nuovi impianti tra Viterbo e Roma

Energia rinnovabile nel Lazio, tre nuovi impianti tra Viterbo e Roma

energia.free.pixabay

Il Consiglio dei Ministri ha sbloccato tre nuovi progetti per la produzione di energia pulita nel Lazio, superando l’impasse sulla Valutazione di Impatto Ambientale attraverso una delibera adottata ai sensi dell’articolo 5 della Legge 400/1988. La capacità complessiva autorizzata raggiunge 117,332 MW tra eolico e agrivoltaico, con prescrizioni rigorose a tutela del paesaggio e della biodiversità.

Cosa prevede il via libera

Il pacchetto approvato introduce un mix di tecnologie rinnovabili con l’obiettivo di rafforzare la generazione locale e favorire la transizione energetica regionale. L’atto governativo sostituisce il provvedimento amministrativo legato alla procedura di VIA, consentendo l’avvio dell’iter realizzativo nel rispetto delle condizioni dettate dalle Commissioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Dove sorgeranno gli impianti

Nel Viterbese è stato autorizzato il Parco Eolico Energia Viterbo, un impianto con 13 aerogeneratori per una potenza di 78 MW che interesserà i comuni di Montefiascone e Viterbo, con integrazione nella Rete di Trasmissione Nazionale. A Roma Capitale è previsto un impianto agrivoltaico da 25,3 MW, mentre ad Ardea, in località La Fossa, il progetto Ardea 26 aggiungerà altri 14,032 MW sempre con tecnologia agrivoltaica.

Tutela del paesaggio e passaggi successivi

Il giudizio di compatibilità ambientale è positivo ma subordinato all’osservanza di prescrizioni finalizzate a ridurre l’impatto visivo e ambientale, con particolare attenzione agli aerogeneratori nel Viterbese. Gli attuatori dovranno mantenere un confronto costante con gli enti locali e rispettare gli impegni assunti in conferenza dei servizi.

Il provvedimento rientra in una cornice nazionale più ampia che ha esaminato 14 procedimenti in Italia, inclusi interventi in Puglia e Sardegna, per una potenza di circa 635 MW. Si attendono ora i dettagli temporali sull’apertura dei cantieri, che dovranno conformarsi alle prescrizioni ministeriali per la salvaguardia dell’ecosistema locale.