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Emergenza sfratti, famiglia lasciata in strada con bimba di 4 anni. “Non ci giriamo dall’altra parte”

Emergenza sfratti, famiglia lasciata in strada con bimba di 4 anni. “Non ci giriamo dall’altra parte”

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Un ventaglio fatto con un foglio di carta per combattere il caldo: è il regalo premuroso e delicato di una bambina di quattro anni che è stata sfrattata con la sua famiglia, madre e padre richiedenti asilo, da un appartamento in affitto non registrato a Roma. Lei, con un sogno, quello di diventare una giornalista, gioca con il microfono di Radio Roma, prepara il ventaglio e, in una giornata calda dalle temperature che toccano i 33°C, si preoccupa per gli altri, ma la domanda è: chi si preoccupa per lei e per la sua famiglia?

In piena emergenza caldo, con una città che accoglie i pellegrini per il Giubileo, si chiede un alloggio per questa famiglia. Con i microfoni di Radio Roma, siamo andati in via Cavour nel palazzo da cui è partito un appello alla stampa da parte di Unione Inquilini, per ascoltare Manuel, il papà della bambina di quattro anni, e la sua storia.

Parlo poco l’italiano, se leggo il foglio (aveva alcuni appunti tra le mani, ndr) è proprio per questo. Io, mia moglie e la mia bambina di quattro anni eravamo in affitto, ma in nero. Siamo stati buttati fuori dalla proprietaria e stiamo cercando un affitto – racconta Manuel -. Abbiamo chiamato il Municipio IV e la Sala Operativa Sociale, ma non abbiamo avuto risposta. Cerchiamo un affitto. Noi siamo richiedenti della protezione interazionale dell’asilo, ma lavoriamo. Non sappiamo dove dormire: la mia bambina dorme da un’amica di mia moglie. Questa, però, non è vita”.

Una storia di emergenza abitativa a Roma. Ad occuparsene della questione, e a lanciare un appello alla stampa per questa famiglia, è Unione Inquilini che ha anche tentato di parlare con il Municipio IV, dove il padre è residente, e la Sala Operativa Sociale del Comune di Roma.

La sala operativa purtroppo è oberata di tantissimi casi – racconta Silvia Paoluzzi, segretaria nazionale Unione Inquilini -. Roma è la città del Giubileo, dovrebbe essere la città dell'accoglienza, ma non trova spazio per le famiglie che vivono questa precarietà alloggiativa. Sono tantissimi i casi, ma è impossibile pensare di chiudere gli occhi di fronte ad una bambina che rischia la strada. È per questo che noi denunciamo il fatto che non ci sono fondi, non c'è la possibilità di trovare spazio in questa città per una bambina di quattro anni e i suoi genitori vivono in un parco, proprio per strada”.

Questo è, forse, un appello anche all’umanità che dovrebbe esserci attorno a questa storia?Sì, esattamente – risponde Paoluzzi -. Noi chiediamo che la città di Roma non sia così respingente, chiediamo all'assessore alle Politiche Sociali di farsi carico di questi minori che purtroppo vivono questa tragedia. Uno di questi è in strada e noi questo non lo possiamo tollerare”.

E cosa chiedete come Unione Inquilini, quindi?Chiediamo la presa in carico da parte del Municipio IV e della Sala Operativa Sociale, chiediamo di risolvere immediatamente la situazione anche perché sono cittadini che hanno diritto alla protezione internazionale. Ci chiediamo perché non ci siano fondi sufficienti per tutte queste persone per far sì che nessuno viveva per strada. È intollerabile e, se non ci sono i fondi, non possiamo fare spallucce di fronte ad una bambina di quattro anni, dobbiamo far sì che questi fondi siano reperiti. Riusciamo ad aprire le scuole per i pellegrini, le scuole pubbliche in favore di pellegrini che stanno vivendo il Giubileo – giustissimo - ma Roma respinge una bambina di quattro anni per la quale non si trovava una soluzione. Quanti di questi minori, come lei, vivono in strada e vivono questa tragedia? Questa cosa è intollerabile e noi non ci giriamo dall'altra parte”.

Al momento, l'assessora alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma, Barbara Funari, promette di contattare la famiglia nel caso in cui dovesse liberarsi una sistemazione, mentre il presidente del Municipio IV, Massimiliano Umberti, si è attivato per trovare una soluzione.