A Roma si conferma l'impegno di Roma Capitale sui percorsi di educazione affettiva nelle scuole. "Oltre gli seccati ideologici il dato resta: l'educazione affettiva funziona, aiuta a costruire consapevolezza, a contrastare la violenza basata sul genere e promuovere relazioni più sane. Roma Capitale andrà avanti e continuerà a investire su questi percorsi". Lo afferma Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale.
Incontro con scuole e associazioni
L'assessora riferisce di un confronto svoltosi all'indomani dell'approvazione definitiva del Ddl Valditara sul consenso informato, con associazioni, scuole e insegnanti impegnati nei progetti promossi dall'amministrazione. "Proprio oggi - prosegue - all'indomani dell'approvazione definitiva del Ddl Valditara sul consenso informato, abbiamo incontrato le associazioni, le scuole e gli insegnanti che in questi mesi hanno realizzato i percorsi di educazione all'affettività promossi da Roma Capitale. Un momento di restituzione importante che, ancora una volta, ci consegna un messaggio molto chiaro: questi percorsi sono necessari e rispondono a un bisogno reale di ragazze e ragazzi e delle famiglie”.
Le priorità emerse nelle classi
Dalle esperienze raccolte in aula emerge la centralità di lavorare su relazioni, rispetto, consenso ed emozioni, con il coinvolgimento di studenti, famiglie e comunità scolastica. "Nel confronto con chi ha lavorato nelle classi per un intero anno scolastico, abbiamo ascoltato esperienze, risultati, difficoltà e richieste - aggiunge - E da tutte emerge la stessa evidenza: parlare di relazioni, rispetto, consenso, emozioni, stereotipi e differenze è fondamentale della crescita delle giovani generazioni. Lo chiedono gli studenti e le studentesse, lo chiedono molte famiglie, lo chiedono le scuole. Trasformare, come ha fatto il governo, la relazione tra scuola e famiglie in un terreno di contrapposizione e di veto è molto grave. Le alleanze educative sono essenziali e vanno costruite attraverso il dialogo, il coinvolgimento e la fiducia reciproca, non alimentando diffidenze".