Due operai morti sul lavoro per il caldo, i sindacati scendono in piazza: "Basta tragedie"
Ospite in collegamento: Angelo Tomeucci, segretario generale Fillea Cgil di Frosinone LatinaDue incidenti mortali sul lavoro hanno scosso il territorio pontino, riaccendendo i riflettori su sicurezza e tutela nei cantieri. A perdere la vita sono stati un operaio di 54 anni, impegnato in un impianto fotovoltaico a Borgo Santa Maria, e un operaio edile di 64 anni, al lavoro nel quartiere Q4 di Latina. Entrambi i decessi sono avvenuti in giornate segnate da temperature estreme. I sindacati hanno proclamato uno sciopero per venerdì 24 luglio.
La mobilitazione nel settore edilizio
Fillea Cgil Frosinone e Latina, insieme a Feneal Uil, Filca Cisl e alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil, hanno proclamato lo sciopero dell’edilizia a Latina. “Non è più accettabile consentire di lavorare sotto il sole con queste temperature. Bisogna trovare subito una soluzione: nulla è più rimandabile” denunciano i segretati Diego Piccoli e Angelo Tomeucci.
Nel mirino le imprese che privilegiano tempi e profitti a scapito della sicurezza, la scarsità dei controlli e il ruolo delle istituzioni nell’emanazione e nell’applicazione delle regole. “Proclamiamo immediatamente uno sciopero generale assieme alle altre sigle sindacali e chiediamo un urgente tavolo prefettizio”, concludono i due segretari.
Le richieste su sicurezza e stress termico
“Non possiamo andare avanti con ordinanze, bisogna modificare la legge. I cambiamenti climatici sono ormai strutturali, e bisogna affrontarli strutturalmente con delle soluzioni concrete. Va cambiato il testo unico sulla sicurezza. Oltre al rischio chimico biologico va inserito il rischio da stress termico" dice Tomeucci. La Fillea chiede la sospensione effettiva delle attività più pericolose, la tutela integrale del salario, orari rimodulati, acqua e zone fresche, sorveglianza sanitaria e dure sanzioni per chi viola i divieti.
Il nodo dei controlli e il ruolo della Regione Lazio
Nel solco degli accordi siglati, i sindacati richiamano la necessità di verifiche puntuali. "Il protocollo firmato con la Regione Lazio non può essere considerato sufficiente se non accompagnato da controlli efficaci - dice il segretario Cisl Roberto Cecere - investimenti nella prevenzione e una piena applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni nuova vittima rappresenta una sconfitta per l'intero sistema istituzionale, produttivo e sociale e rende ancora più urgente rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, parti sociali e organi di vigilanza".