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Discarica di Santa Apollonia, le indagini rivelano un patrimoni archeologico millenario

Discarica di Santa Apollonia, le indagini rivelano un patrimoni archeologico millenario

I lavori per la costruzione di una discarica a Santa Apollonia, nel comune di Aprilia, procedono nonostante una relazione archeologica allegata al progetto autorizzato dalla Regione Lazio sollevi seri interrogativi. Le indagini condotte dagli anni '70 fino al 2023 hanno portato alla luce una storia inaspettata, rivelando che l'area non è priva di valore storico. Il sito custodisce, infatti, un ricco patrimonio di reperti che risalgono a epoche diverse, dal Paleolitico medio all'Alto Medioevo. I documenti suggeriscono che la scelta del luogo per la nuova infrastruttura potrebbe causare la cancellazione irreparabile di testimonianze archeologiche di grande importanza scientifica e culturale, in un territorio che si è rivelato un vero e proprio archivio stratificato del passato.

Il patrimonio archeologico nell'area della discarica

Le indagini archeologiche condotte a Santa Apollonia hanno rivelato una straordinaria ricchezza di testimonianze storiche. Il sito custodisce le tracce di almeno due insediamenti di età repubblicana. Il primo, ancora individuabile nel 2023, ha restituito frammenti di ceramica e laterizi risalenti al periodo centrale della Repubblica romana, probabilmente pertinenti a una fattoria rustica.

Accanto a questo insediamento, sono ancora visibili i resti di un'antica via di comunicazione, a testimonianza della densa rete infrastrutturale che caratterizzava il Lazio in epoca romana. Il secondo sito, situato al centro di un pianoro, ha rivelato, in passato, materiali di pregio come tegole, vasellame a vernice nera e pesi da telaio, databili tra il V e il IV secolo a.C., che indicano la presenza di una comunità culturalmente avanzata.

Le ricognizioni più recenti, tuttavia, non hanno ritrovato traccia di questi reperti, sollevando il timore che siano stati distrutti da attività pregresse, come quelle di una cava attiva dagli anni '80. Ma la storia del sito non si ferma all'età romana: gli archeologi hanno anche rinvenuto un manufatto in pietra risalente al Paleolitico medio, una scoperta che spinge la presenza umana nell'area ad almeno 50.000 anni fa, trasformando il sito in un autentico scrigno di storia preistorica.

Strutture sotterranee e continuità abitativa

A completare il quadro archeologico, gli esperti hanno identificato due strutture ipogee lungo le pareti nord del pianoro. Questi rifugi sotterranei, ipoteticamente usati come abitazioni rupestri nell'Alto Medioevo, rappresentano un esempio raro e prezioso di continuità abitativa in un'area che ha visto l'alternarsi di diverse civiltà. La loro scoperta offre un'opportunità unica per comprendere meglio le dinamiche sociali e abitative di un'epoca storica poco documentata.

La sovrapposizione di strati storici, dal Paleolitico al periodo romano fino al Medioevo, fa di Santa Apollonia un laboratorio naturale per lo studio dell'evoluzione del paesaggio e degli insediamenti umani. La presenza di questi reperti stratificati evidenzia la fragilità del patrimonio culturale di fronte a interventi invasivi e la necessità di un'attenta valutazione prima di procedere con progetti che possono distruggere per sempre queste preziose testimonianze.

L'errore della Regione

La scelta di erigere una discarica in un'area così ricca di storia è criticata dagli esperti, che sottolineano la mancanza di una segnalazione archeologica adeguata nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), definendola una grave omissione o almeno una profonda sottovalutazione del valore del sito da parte della Regione Lazio.

Gli specialisti evidenziano che solo una frazione minima dei siti noti è formalmente registrata nei documenti ufficiali e che la mappatura più accurata si trova in pubblicazioni specialistiche, come quelle dell'Archeoclub Ardeatino Laurentino, o in studi accademici, come quelli dei coniugi Quilici del 1984.

Ignorare queste fonti, sebbene non istituzionali, significa ignorare anni di ricerca metodica e scientificamente riconosciuta. Le decisioni prese a livello amministrativo dovrebbero basarsi su una conoscenza approfondita del territorio per evitare di compromettere in modo irreversibile un patrimonio storico e culturale che appartiene a tutti.