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Diritto all’abitare, approvata la delibera dall’Assemblea capitolina

Diritto all’abitare, approvata la delibera dall’Assemblea capitolina

L’Assemblea capitolina ha approvato la delibera sul diritto all’abitare. “Quello alla casa è un diritto fondamentale e con questa delibera interveniamo in modo concreto con misure fattive perché sia garantito il diritto alla casa, per affrontare quello che a tutti gli effetti è un problema anche sociale, che non possiamo trascurare”. Lo ha detto Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica.

Approvazione della delibera sul diritto all'abitare

Il provvedimento si rivolge in particolare alla fascia della popolazione esclusa al libero mercato della casa con particolare riferimento alla parte “a rischio” o “intermedio”. Una platea di soggetti, quella in difficoltà abitativa, che è ampia ed eterogenea. Nella Capitale ci sono migliaia di nuclei familiari in attesa di un alloggio popolare o che non ha i requisiti per ottenerlo in tempi brevi. E poi, ci sono “migliaia di nuclei che – si legge in una nota del Comune di Roma - non hanno i requisiti per accedere all’alloggio popolare, ma si trovano comunque in difficoltà nell’accedere o nel mantenere una casa in affitto sul libero mercato”. Questa fascia della popolazione, è popolata da famiglie monoparentali o con un solo reddito, immigrati, anziani soli, giovani coppie, studenti, persone con disabilità, lavoratori fuori sede.

L’Assessorato all’Urbanistica ha affidato al CRESME uno studio che serve ad aggiornare la domanda abitativa per il prossimo decennio: un’indagine articolerà e classificherà la stessa per dimensioni e caratterizzazioni socio-economiche. Questo strumento, riferisce il Comune, mancava da più di dieci anni. “Dallo studio è emerso che la domanda pregressa nel suo complesso ammonta a 35.370 unità abitative. Per il prossimo decennio, alla luce dell’attuale congiuntura economica e del generale inasprimento del mercato della casa, il fabbisogno abitativo futuro è determinato in 35.920 alloggi. La domanda abitativa al 2032 sarà quindi composta da un fabbisogno complessivo pari a 71.290 alloggi, di una quota di libero mercato quantificabile in 18.900 alloggi”.

Sulla base di tale fabbisogno, per la fascia intermedia la delibera assume un obiettivo di 31.815 alloggi, di cui 25.462 derivanti da interventi già programmati, 1.353 derivanti da iniziative di altri enti e 5.000 di nuova programmazione.

“Il problema della casa riguarda giovani coppie, le fasce più deboli, tante persone che non possono permettersela: è un lavoro che stiamo portando avanti insieme, a partire proprio dalla mappatura di quei fabbisogni, che guarda da qui ai prossimi dieci anni. Le politiche, per essere efficaci, devono essere mirate, solo così possiamo affrontare davvero i problemi senza limitarci all’analisi ma trovando le soluzioni per risolverli: pensare al futuro, facendo nel presente, e così andiamo incontro alle esigenze di migliaia di persone in difficoltà che hanno bisogno di risposte, è il senso stesso della nostra missione pubblica. Un problema che non possiamo far finta di non vedere e che continuerà a restare centrale nell'azione di questa amministrazione".

Se prima la sfida della casa, del diritto all’abitare, riguardava soltanto il segmento più debole della popolazione, oggi trovare un alloggio è diventato un problema anche per la classe media: studenti fuori sede, pensionati, giovani famiglie, stranieri, donne con figli... – così Tobia Zevi, Assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, che ha aggiunto: anche per loro Roma si è messa con il Sindaco Gualtieri alla testa di una battaglia in sede europea, per ottenere risorse comunitarie, oltre che nazionali, necessarie a costruire nuovi alloggi pubblici. Con questo atto elenchiamo quali iniziative sono partite e partiranno proprio per il segmento intermedio, quello delle famiglie con un reddito fino a 50 mila euro l’anno. Sempre a questa fascia si rivolgeranno prossimi atti a cui stiamo lavorando: il bando per l’Agenzia sociale per l’abitare, il Regolamento sul social housing e il contratto integrativo del canone concordato. Siamo impegnati a testa bassa per garantire a ogni persona un luogo dignitoso dove vivere”.