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Dopo i dazi di Trump, parlano le categorie produttive. Gambuzza: “L’Italia, in sede europea, promotrice di un’azione forte”

Dopo i dazi di Trump, parlano le categorie produttive. Gambuzza: “L’Italia, in sede europea, promotrice di un’azione forte”

Si continua a discutere dei dazi imposti dal presidente americano Donald Trump a 180 Paesi in tutto il mondo. E le specialità italiane (e non solo culinarie) sono famose in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. Quanto e cosa importiamo dagli Stati Uniti e soprattutto cosa esportiamo?

Roma, dopo i dazi: incontro con le categorie produttive

Roma è stata protagonista di un incontro sui dazi a Palazzo Chigi della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i rappresentanti delle categorie produttive.

“L’agroalimentare italiano ha raggiunto nel 2024 un valore record di quasi 70 miliardi di euro di export, di cui circa 8 miliardi (oltre l’11%) destinati al mercato statunitense. Non parliamo solo di quantità, ma soprattutto di qualità e marginalità: gli USA rappresentano per molti prodotti agricoli italiani un mercato maturo, che valorizza al massimo il made in Italy autentico: vini, formaggi, olii, sughi, pasta, salumi”. Così, il vicepresidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, durante l’incontro.

Secondo dati Istat, nel 2023 le esportazioni dall’Italia verso gli Stati Uniti hanno raggiunto i 67,3 miliardi di euro. Le importazioni, invece, i 25,2 miliardi. Tra i settori che più sono più richiesti, troviamo quelli legati ai macchinai e alle attrezzature, agli autoveicoli e mezzi di trasporto, prodotti farmaceutici.

C’è da dire che i prodotti alimentari da sempre rappresentano uno dei capisaldi dell’economia italiana. “È essenziale – ha detto il vicepresidente della Confederazione – evitare che decisioni unilaterali mettano a rischio la competitività delle imprese e il lavoro di intere filiere. Chiediamo che l’Italia, in sede europea, si faccia promotrice di un’azione forte e coesa, nell’interesse del nostro sistema produttivo e della sua proiezione internazionale”. e poi continua. “L’impatto complessivo è difficilmente quantificabile per il settore agroalimentare, ma, tra i dazi e la verosimile riduzione dell’export italiano verso gli USA, si può stimare un danno intorno ai 3 miliardi di euro”.

Infine, Confagricoltura ha evidenziato al governo la necessità di un nuovo piano europeo con le risorse non utilizzate del PNRR e altri fondi UE per sostenere la competitività delle imprese sul mercato USA ed evitare fughe in avanti dei singoli Paesi nelle trattative con gli Stati Uniti.