Secondo il 1° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici in età pediatrica e adolescenziale (2025), il 20.3% delle dimissioni ospedaliere di pazienti pediatrici con diagnosi di tumore avvengono nel Lazio. La Regione si aggiudica, così, il primo posto tra le regioni italiane per le cure oncologiche pediatriche.
Le navette di Peter Pan
Un primato che vede, in chi deve sottoporsi a cure specifiche non solo i residenti della regione, ma anche bambini provenienti da altre regioni italiane. In particolare, si affidano alle cure in territorio laziale persone che hanno la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia e Umbria. Ed è qui che subentra Peter Pan ODV, il cui obiettivo è quello di non lasciare mai sole le famiglie: offre loro accoglienza e supporto durante il periodo delle cure.
Per riuscire a raggiungere i luoghi di cura, Peter Pan ODV mette a disposizione un servizio di navette solidali da e per i luoghi di cura.
«Nel 2026 prevediamo un importante aumento di questo servizio – spiega Roberto Mainiero, presidente di Peter Pan ODV – dall’anno scorso abbiamo messo a disposizione le navette solidali anche per chi non è ospite delle nostre case di accoglienza. Questo porterà a un aumento del 50% delle richieste. Prevediamo di percorrere quest’anno almeno 65.000 km.»
«Poterci fare carico degli spostamenti delle famiglie è fondamentale – aggiunge Mainiero – perché permette ai genitori di concentrarsi solo sul percorso di cura del proprio figlio malato di cancro.» Peter Pan ODV ha lanciato, in occasione della Giornata Mondiale contro il cancro infantile (15 febbraio), una campagna di raccolta fondi: per contribuire basta andare sul sito https://www.peterpanodv.it/campagne/sostieni-le-navette-solidali-di-peter-pan-odv/
I volontari, che si mettono a disposizione per essere i Timonieri di Peter Pan, sono la risorsa che fa differenza nel mondo. «Durante un tragitto può esserci silenzio, paura, sollievo o felicità – racconta Silvano, volontario Timoniere di Peter Pan ODV –. Sono momenti intensi. Spesso siamo noi i primi a raccogliere le emozioni delle famiglie, all’andata e al ritorno dall’ospedale. Il nostro compito non è solo guidare, ma esserci. Le navette solidali sono una presenza costante, che alleggerisce un peso concreto e umano.»