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Crolla il parapetto di un ponte a Santa Marinella, disagi ferroviari e caos in stazione - VIDEO

Crolla il parapetto di un ponte a Santa Marinella, disagi ferroviari e caos in stazione - VIDEO

CROLLA PARAPETTO

Crolla il parapetto di un ponte a Santa Marinella, disagi ferroviari e caos in stazione

Ospite in collegamento: Francesco Baldini, "Civonline"

Il giorno dopo il crollo del parapetto del ponte ferroviario alla Quartaccia, a Santa Marinella, si fanno i conti con le conseguenze dell’emergenza: i disagi quotidiani vissuti dai pendolari della linea FL5 Roma–Civitavecchia, studenti e lavoratori che ogni mattina utilizzano il treno per raggiungere la Capitale.

Situazione critica anche a Santa Severa, dove alcuni viaggiatori sono stati fatti scendere nei pressi dell’Aurelia e costretti a raggiungere a piedi le aree di raccolta, accumulando ritardi che in molti casi hanno superato l’ora. «Chi prende il treno tutti i giorni sa che poteva andare anche peggio», ironizza amaramente un lavoratore, «ma resta l’ennesima mattinata persa».

Le difficoltà maggiori riguardano chi proviene da nord e deve raggiungere Roma. Secondo numerose testimonianze, nelle prime ore del mattino gli autobus sostitutivi erano insufficienti o del tutto assenti. «Dalle 5.34 per almeno un’ora non si è visto un pullman», denuncia un altro pendolare, parlando apertamente di approssimazione nella gestione dell’emergenza. Una soluzione che, nei fatti, ha spinto molti studenti a rinunciare alle lezioni e diversi lavoratori a usare l’auto privata.

Consorzio industriale del Lazio, Civitavecchia dice no

È stata respinta la mozione presentata da Fratelli d’Italia ed illustrata questa mattina dal capogruppo Massimiliano Grasso per far aderire anche Civitavecchia al Consorzio Industriale del Lazio. «Un ente – ha ricordato proprio Grasso – voluto dall’allora presidente della Regione Nicola Zingaretti ed oggi potenziato e rilanciato dall’amministrazione Rocca».

Il capogruppo di FdI ha ricordato quelle che sono le opportunità che si aprirebbero per il territorio, a partire dalla possibilità, per le imprese, di accedere a contributi a fondo perduto per un massimo di 300mila euro ognuna. «Come fatto dal comune di Viterbo – ha ricordato – si può aderire anche senza conferire aree».

Da parte sua, il sindaco Marco Piendibene ha evidenziato tutte le perplessità e le criticità che, a suo dire, a oggi non sono state chiarite. Il rischio, a suo dire, è che l’amministrazione non abbia più voce in capitolo anche su scelte che possono essere strategiche. «Siamo rimasti scottati troppe volte – ha spiegato – vorremmo poter decidere se un progetto può essere accolto o meno sul nostro territorio».

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