Aria pesante in Regione Lazio. La segreteria regionale della Lega si è riunita a Roma con la partecipazione di Matteo Salvini, in un incontro cruciale per il futuro degli equilibri politici regionali. La riunione arriva in un clima di forti tensioni, con il governatore Francesco Rocca alle prese con scontri tra i partiti della coalizione e frizioni interne a Fratelli d'Italia. Al termine dell’incontro, la Lega ha diffuso una nota per sollecitare Rocca ad attivare un tavolo di lavoro finalizzato alla programmazione politica e al rilancio dell’azione amministrativa, lamentando la mancanza di condivisione nelle scelte strategiche. La minaccia è chiara: se le richieste non verranno accolte, il partito potrebbe lasciare la maggioranza, mettendo a rischio la stabilità della giunta.
Regione Lazio, la Lega sul piede di guerra
L’incontro è stato convocato d’urgenza nel tardo pomeriggio e ha visto la partecipazione diretta di Matteo Salvini, a conferma della gravità della situazione. Il Carroccio denuncia un crescente isolamento politico all’interno della maggioranza e l’impossibilità di portare avanti le proprie iniziative. I due assessori leghisti, Pasquale Ciacciarelli (Urbanistica e Politiche abitative) e Simona Baldassarre (Famiglia e Pari Opportunità), si trovano a operare in un contesto ostile, con progetti e proposte spesso bloccati o attribuiti ad altri esponenti del governo regionale.
L’ultimo episodio riguarda la legislazione sulla casa, un tema su cui Ciacciarelli stava lavorando ma che è stato preso in mano dall’assessore al Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia), generando malumori tra le file leghiste. La percezione nel partito è che la Lega venga marginalizzata e privata della possibilità di incidere sulle politiche regionali, mentre le altre forze della coalizione consolidano il proprio potere.
Il punto di rottura tra la Lega e Rocca
Uno degli elementi di maggiore attrito è rappresentato dalla recente tornata di nomine nella sanità, settore chiave per la gestione amministrativa della regione. La Lega accusa Rocca di aver assecondato gli interessi di Fratelli d'Italia e Forza Italia, assegnando posizioni di rilievo a dirigenti vicini a questi due partiti, mentre il Carroccio sarebbe stato completamente escluso.
Il governatore ha giustificato le sue scelte sottolineando che, sebbene in consiglio regionale gli equilibri siano cambiati (Forza Italia è passata da tre a cinque consiglieri, mentre la Lega da tre a uno), le percentuali di voto nelle elezioni europee non hanno subito variazioni significative. Questo avrebbe portato Rocca a non considerare necessario un rimpasto di giunta, pur concedendo maggiore spazio ai forzisti.
La Lega, però, non accetta questa visione e chiede una redistribuzione del potere, considerando il proprio peso politico ancora rilevante. L’assenza di rappresentanza nelle nomine sanitarie è vista come un segnale di debolezza e mancanza di rispetto nei confronti del partito di Salvini.
Il futuro della coalizione in Regione Lazio
Di fronte a questa situazione, la Lega ha lanciato un ultimatum a Rocca, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo politico per ridefinire le strategie regionali. Se il governatore non risponderà positivamente, il partito potrebbe valutare l’uscita dalla maggioranza, con conseguenze imprevedibili per la stabilità della giunta.
L’ipotesi di una rottura non è remota: la Lega non vuole restare in una coalizione in cui si sente messa da parte e, con le elezioni europee all’orizzonte, Salvini potrebbe decidere di adottare una posizione più netta per distinguersi dagli alleati. La tensione nel centrodestra laziale è alta e il rischio di una crisi di governo regionale diventa sempre più concreto.