Quasi 100 lavoratori senza futuro: la crisi dello stabilimento Crik Crok di Pomezia
Ospite in collegamento: Angelo Della Vecchia, UILA UilC'è un marchio storico italiano che rischia la chiusura: stiamo parlando dello stabilimento Crik Crok di Pomezia, attivo dal 1949, che potrebbe "mandare a casa" quasi 100 lavoratori. Tra produzione rallentata, ammortizzatori sociali non erogati e rischio chiusura imminente, i sindacati denunciano una totale assenza di certezze sulle prospettive aziendali e chiedono il pagamento immediato della Cigs.
Lo storico impianto produttivo di Pomezia sta affrontando una fase di grave difficoltà economica e gestionale. Le linee produttive funzionano in maniera discontinua e le giornate di attività si sono notevolmente diradate. A peggiorare la situazione, si registra il mancato pagamento della cassa integrazione straordinaria (Cigs), misura essenziale per garantire un minimo sostegno al reddito dei circa cento dipendenti attualmente impiegati presso lo stabilimento situato lungo la via Pontina.
I sindacati lanciano l'allarme
Le principali sigle sindacali – Cgil, Cisl e Uil – hanno lanciato l’allarme, denunciando apertamente una situazione ormai critica. “La posta in gioco – spiegano – non è soltanto il mantenimento dei posti di lavoro, ma l’esistenza stessa di una realtà produttiva di rilievo per il tessuto economico e sociale del territorio”.
I rappresentanti dei lavoratori rivendicano il pagamento immediato della cassa integrazione, il rispetto degli obblighi economici nei confronti dei dipendenti e una presa di posizione chiara da parte della direzione aziendale sul futuro dello stabilimento.


