Prende il via nella Capitale un nuovo percorso di approfondimento dedicato a uno dei momenti più intensi della storia cittadina e nazionale: la nascita della Repubblica Romana del 1849. L’iniziativa rientra nelle celebrazioni che ricordano quell’esperienza politica e istituzionale e si inserisce in un più ampio programma di studi volto a rileggere il Risorgimento attraverso lo sguardo di Roma.
A promuovere il ciclo di conferenze è la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che ha affidato la cura scientifica degli incontri a Miguel Gotor, docente dell’Università di Roma Tor Vergata. Il titolo scelto, “Risorgimento a Roma”, mette al centro la città come laboratorio politico e simbolico, capace di influenzare le stagioni successive della storia italiana.
Il Risorgimento non è soltanto il processo che ha condotto all’Unità d’Italia, ma rappresenta anche l’origine di un’idea di Stato fondata su principi moderni. Proprio a Roma, il 9 febbraio 1849, venne proclamata la Repubblica e pochi mesi dopo fu varata una Costituzione innovativa per l’epoca. Quel testo introdusse il suffragio universale maschile, sancì la separazione dei poteri, riconobbe libertà civili fondamentali e abolì la pena di morte, la tortura e il sistema dei ghetti. Un impianto normativo che, pur avendo vita breve, anticipò valori destinati a segnare la cultura democratica italiana.
Quattro appuntamenti per rileggere il risorgimento romano
Il calendario degli incontri propone un itinerario che attraversa idee, protagonisti e simboli. Si parte con una riflessione sul pensiero democratico nella Roma tra la fine del Settecento e il 1849, mettendo in relazione il triennio repubblicano 1796-1799 con la stagione rivoluzionaria di metà Ottocento.
Spazio poi alla figura di Giuseppe Mazzini e al suo progetto della “Terza Roma”, visione ideale che intrecciava spiritualità, politica e missione civile. Un altro appuntamento sarà dedicato all’uso dell’immagine di Garibaldi durante il periodo fascista, per comprendere come il mito risorgimentale sia stato reinterpretato nel Novecento. Infine, un focus sul Mausoleo Ossario Garibaldino e sulla figura di Goffredo Mameli chiuderà il ciclo, riportando l’attenzione sui luoghi e sui simboli della memoria.