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Costi della casa, Roma la seconda città più cara

Costi della casa, Roma la seconda città più cara

casa.immobiliare.free.pixabay

Roma si conferma tra le città più onerose per chi possiede una casa. Secondo uno studio condotto da Facile.it e Mutui.it, la Capitale si posiziona al secondo posto – dietro solo a Milano – nella classifica delle dieci città italiane analizzate per il costo complessivo legato alla gestione di un’abitazione.

Le città più care per costi della casa

L’analisi, basata su un campione rappresentativo di dieci grandi città italiane, ha preso in esame una casa tipo di 100 metri quadrati situata in zona semicentrale. I dati includono tutte le principali voci di spesa domestica: dalla rata del mutuo alle bollette di luce, gas e acqua, passando per le spese condominiali, la Tari e la manutenzione ordinaria.

In media, le famiglie italiane destinano circa 1.298 euro al mese – ovvero oltre 15.500 euro all’anno – alla gestione della propria casa. Tuttavia, le differenze territoriali sono marcate: nel Nord Italia il costo medio risulta superiore del 47% rispetto a Sud e Isole.

A guidare la classifica c’è Milano, dove il mantenimento di un’abitazione può superare i 24.000 euro annui. Subito dopo si colloca Roma, con una spesa media stimata in circa 21.000 euro l’anno. In fondo alla graduatoria troviamo Palermo, la città più economica tra quelle considerate, dove sono sufficienti meno di 8.500 euro all’anno.

Il peso maggiore sul bilancio familiare deriva, prevedibilmente, dalla rata del mutuo. In alcune città questa voce arriva a rappresentare tra il 75% e l’86% della spesa mensile totale. A Milano, per acquistare un immobile di medie dimensioni in zona semicentrale, servono in media 465.000 euro, con una rata mensile che supera i 1.700 euro. A Roma, dove per un immobile simile occorrono circa 410.000 euro, la rata si aggira intorno ai 1.500 euro mensili.

Lo studio si basa su dati aggiornati dell’Agenzia delle Entrate (Omi) per le quotazioni immobiliari e considera mutui a tasso fisso al 3,3% su 25 anni, con un Loan To Value tra il 75% e l’80% a seconda del Comune. Le altre voci di spesa sono state calcolate utilizzando fonti ufficiali, tra cui Istat e associazioni di categoria.