Ladispoli torna al centro dei controlli sul litorale a nord di Roma. Un esercizio di vicinato attivo nella vendita di cibi da asporto è stato ispezionato dalla Guardia di Finanza, che ha riscontrato irregolarità in materia di lavoro e fisco. Dalla verifica sono emerse posizioni di lavoro "nero", pagamenti in contanti e ritenute non versate, con un verbale di sanzione che supera 23mila euro.
I controlli sul personale e la documentazione
Nel punto vendita di Ladispoli la forza lavoro contava sette dipendenti addetti alla preparazione delle pietanze. Per due lavoratori mancava la comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di impiego. Per gli altri cinque sono stati riscontrati pagamenti in contanti non tracciabili e la non corretta tenuta del Libro unico del lavoro (Lul).
Ritenute non operate e omessi versamenti
Gli approfondimenti fiscali collegati ai rapporti di lavoro hanno fatto emergere ritenute previdenziali e assistenziali non operate e ritenute non versate all’erario. A carico dell’impresa è stato elevato un verbale con sanzioni per oltre 23mila euro. I successivi riscontri hanno inoltre quantificato l’omesso versamento all’erario di ritenute operate sui dipendenti per oltre 8.500 euro, a cui si aggiungono quasi 4mila euro di ritenute dovute e non corrisposte.
L’esito dell’intervento sul litorale
L’azione dei finanzieri, concentrata su un esercizio di vicinato attivo nel settore della ristorazione da asporto, ha quindi certificato un quadro di irregolarità che spazia dal lavoro "nero" alla mancata tracciabilità delle retribuzioni, sino alle violazioni contributive e tributarie. Gli accertamenti formalizzati con il verbale sanzionatorio fissano i rilievi e le somme dovute all’erario.