Contemporaneo Futuro torna a Roma dall’8 al 12 aprile negli spazi del Teatro India e del Teatro Torlonia, con la sesta edizione realizzata dal Teatro di Roma e la direzione artistica di Fabrizio Pallara. In cartellone dieci spettacoli, due incontri e la proiezione del docufilm «Basta favole!» di Alessandro Scillitani, per un percorso che mette in dialogo teatro ragazzi, miti classici e nuove scritture.
Un ponte tra infanzia e mondo adulto
La rassegna cerca nella complessità dei linguaggi la chiave per far dialogare generazioni diverse, con un’attenzione specifica alla primissima età e alla danza come codice originario. «Una parte della programmazione è dedicata alla prima infanzia, non solo come pubblico da accompagnare, ma come presenza in grado di trasformare lo spazio, il tempo, le emozioni dell’esperienza», spiega Pallara. L’idea è di intercettare uno sguardo non addomesticato, in cui il corpo precede la parola. «La danza, poi, rafforza questa possibilità — aggiunge — perché nella relazione tra i corpi in scena e chi li osserva il senso prende forma prima delle parole».
Il calendario tra India e Torlonia
L’apertura è al Teatro Torlonia con la proiezione del docufilm «Basta favole!», a cura di Assitej Italia e firmato da Alessandro Scillitani, che interroga direttamente i ragazzi sul senso della realtà.
Giovedì l’appuntamento è all’India con «Il coro dell’alba» di Consorzio Balsamico, in cui il teatro di figura usa gli uccelli migratori come metafora dei legami a distanza, seguito da Kinkaleri con «Metamorpholand. Miti di trasformazione dalle Metamorfosi di Ovidio», riflessione sull’umano come parte di un tutto.
Venerdì si resta all’India con «Piedi nudi» di Déjà Donné, pensato per i piccoli dai 2 ai 5 anni, e con la Compagnia Brat che presenta «Ubu», ispirato a Ubu Roi di Alfred Jarry, tra maschere e teatro di figura sui temi di potere, avidità e guerra. Sempre venerdì, al Torlonia, la Compagnia Kanterstrasse mette in scena «Il Furioso, la battaglia di Parigi e altri disastri», immersione nel mondo ariostesco tra paladini, eroine e scontri epici.
Sabato il doppio fronte prosegue: all’India debutta «Cielo» di Teatro Koreja e Compagnia Babilonia Teatri, cui segue «Scotch – Un gioco» di Allegra Brigata Cinematica; al Torlonia arriva «Bailaora/in a Room», con il flamenco di Giorgia Celli tra danza e memoria.
Domenica si chiude all’India con «Ballata_Attraversa il bosco, sali la scala e tocca il cielo» della Compagnia Crile e «Cuor di coniglio» di Dimitri/Canessa, che celebra la libertà di essere diversi e il valore della fragilità. In questa prospettiva l’infanzia non è un recinto protettivo, ma una postura nel mondo, e il teatro lo spazio dove la sperimentazione trova slancio.