Stamani alcuni studenti della Consulta provinciale di Roma hanno interrotto i lavori della seduta plenaria con un’occupazione simbolica, denunciando "gravi forzature" nella gestione della commissione Antifascismo e Memoria Storica.
Le ragioni della protesta
Secondo quanto riferito dalla Rete degli studenti, la mobilitazione nasce dopo la cancellazione della commissione Antifascismo e Memoria Storica senza una votazione dell’assemblea plenaria. Gli studenti contestano il Consiglio di Presidenza, indicato come a maggioranza espressione di Azione Studentesca, che a loro dire avrebbe impedito il normale funzionamento dei processi democratici interni alla Consulta. Viene criticato anche l’Ufficio scolastico regionale, accusato di "non aver garantito il corretto svolgimento dei processi democratici interni".
Gli striscioni e gli episodi riferiti
Durante l’azione sono stati esposti cartelli con le scritte "La Plenaria è sovrana", "Vi fa così paura la democrazia?" e "L'Ufficio scolastico regionale è complice". I manifestanti riferiscono di momenti di tensione: secondo la loro versione, alcuni studenti di Azione Studentesca avrebbero aggredito fisicamente i partecipanti e lanciato sedie. Su questi episodi non sono disponibili ulteriori riscontri oltre alle testimonianze degli studenti presenti.
Le dichiarazioni
Il presidente della commissione Antifascismo e Memoria Storica, Simone Casalino, ha affermato: "La democrazia non può valere solo quando fa comodo". A seguire ha aggiunto: "Se si impedisce all'assemblea di votare e decidere, si nega il principio stesso della rappresentanza studentesca". Le posizioni espresse richiamano il tema della democrazia interna agli organi di rappresentanza studentesca e il ruolo di garanzia dell’Ufficio scolastico regionale.