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Consulta provinciale di Roma, protesta degli studenti: accuse sulla gestione della commissione antifascismo

Consulta provinciale di Roma, protesta degli studenti: accuse sulla gestione della commissione antifascismo

scuola ardea

Stamani la seduta plenaria della Consulta provinciale di Roma è stata interrotta da un’occupazione simbolica da parte di alcuni rappresentanti. Gli studenti hanno denunciato "gravi forzature" nella gestione della commissione Antifascismo e Memoria Storica, riportando tensioni in aula e chiedendo il ripristino di procedure considerate corrette e trasparenti.

Le ragioni della mobilitazione

Secondo quanto riferito dalla Rete degli studenti, la protesta è nata dopo la cancellazione della commissione Antifascismo e Memoria Storica senza una votazione della plenaria. I promotori contestano il Consiglio di Presidenza, descritto come a maggioranza espressione di Azione Studentesca, accusato di aver impedito il normale funzionamento dei processi interni. Nel mirino anche l’Ufficio scolastico regionale, ritenuto responsabile di "non aver garantito il corretto svolgimento dei processi democratici interni".

Gli episodi riferiti e i cartelli

Durante l’azione sono comparsi cartelli con le scritte "La Plenaria è sovrana", "Vi fa così paura la democrazia?" e "L'Ufficio scolastico regionale è complice". I manifestanti parlano di momenti di forte tensione e riferiscono che alcuni studenti di Azione Studentesca avrebbero aggredito fisicamente i partecipanti e lanciato sedie. Su questi punti non risultano al momento ulteriori riscontri oltre alle testimonianze degli studenti presenti.

Le reazioni istituzionali

L’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli, ha diffuso una nota nella quale si legge: "Quanto denunciato oggi dagli studenti durante la seduta plenaria della Consulta Provinciale di Roma è molto grave e merita attenzione. La rappresentanza studentesca deve essere uno spazio di partecipazione democratica, di confronto e di rispetto delle regole condivise. Non è pensabile immaginare che la dialettica politica degeneri in violenza e intimidazione. Ai ragazzi e alle ragazze vittime di aggressione va la mia piena solidarietà. Nel ribadire che l’antifascismo non è un tema accessorio ma principio basilare per la vita democratica, sento necessario ed urgente un intervento per affermare il rispetto dei luoghi e delle pratiche di confronto democratico".

Il presidente della commissione, Simone Casalino, ha sottolineato: "La democrazia non può valere solo quando fa comodo". Ha poi aggiunto: "Se si impedisce all'assemblea di votare e decidere, si nega il principio stesso della rappresentanza studentesca".