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Coltelli tra i banchi di scuola, il fenomeno non è più isolato: il caso di Sora - VIDEO

Coltelli tra i banchi di scuola, il fenomeno non è più isolato: il caso di Sora - VIDEO

COLTELLI TRA I BANCHI DI SORA

Coltelli tra i banchi di scuola, il fenomeno non è più isolato: il caso di Sora

Ospite in collegamento: Cristina Lucarelli, "Frosinone News"

Le cause di episodi di violenza come quello avvenuto a Sora sono molteplici e non possono essere ricondotte a un solo fattore”: a dirlo è il Procuratore Capo di Cassino, Carlo Fucci, intervenendo sul ferimento del ragazzino davanti al liceo artistico A. Valente, e richiamando l’attenzione su una serie di criticità che da tempo la Procura segnala, a partire dalla vendita e dal consumo di alcol tra i minori.

Da tempo – ricorda Fucci – stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione contro la vendita di alcol ai minori. L’uso smodato di alcolici e di sostanze stupefacenti altera la capacità percettiva e incide sui più elementari meccanismi inibitori, favorendo quella che potremmo definire la banalità del male”.

Tra i fattori di rischio il Procuratore cita anche “il cattivo uso dei social, che in alcuni casi diventano veri e propri veicoli di violenza”, sottolineando come “l’esempio negativo degli adulti, in tutti i ruoli e ambienti sociali, risulti devastante”. Secondo Fucci, per invertire la rotta è necessario un intervento che vada oltre la sola risposta penale.

Il fattore culturale è indispensabile. Occorre recuperare l’efficacia dei ruoli fondamentali della scuola, luogo in cui si insegna a pensare e si educa a comprendere, e della famiglia, luogo di esempio e di educazione affettiva, in sinergia con la scuola stessa, che va sostenuta con mezzi e fondi adeguati”. “Anche la politica – conclude il Procuratore Capo di Cassino – dovrebbe compiere scelte in questa direzione, non limitandosi al solo versante della repressione”.

Sora, faccia a faccia con i ladri: le minacce con un cacciavite e poi la fuga

Attimi di forte tensione nel pomeriggio di venerdì scorso, quando un giovane si è trovato faccia a faccia con due ladri all’interno della propria abitazione in via Agnonello, a due passi dal centro, in un complesso di palazzine. L’episodio è avvenuto intorno alle 18.15, a conferma della crescente disinvoltura con cui vengono messi a segno i furti.

Il ragazzo stava rientrando a casa quando, nel momento in cui ha girato la chiave nel portone, si è accorto della presenza di due figure che si muovevano tra la camera da letto e un’altra stanza. Resosi conto della situazione, ha iniziato a urlare e ha tentato di bloccare uno dei due malviventi. Ne è nata una breve ma violenta colluttazione: il ladro, trattenuto per la maglia, ha cercato di colpirlo con un cacciavite, mentre il giovane ha provato a tenerlo a distanza. Nel frattempo, il secondo uomo gli ha puntato contro una torcia per abbagliarlo.

L'identikit dei due malviventi

Entrambi i ladri erano parzialmente travisati, con cappelli e scaldacollo tirati fin sopra il viso. Il giovane è riuscito a osservare meglio solo uno dei due, quello con cui ha ingaggiato la breve lotta: corporatura magra, alto circa 1 metro e 70, occhi azzurri, unico a parlare, con un marcato accento straniero, probabilmente dell’Est Europa.

L’altro, più alto ma comunque snello, non avrebbe pronunciato parola. I due indossavano scarpe antinfortunistiche di marca U-Power e abbigliamento simile a quello di operai a fine turno, pantaloni comodi e uno smanicato.

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