Coccia di Morto non è soltanto un punto sulla cartina, ma un perimetro sfuggente del litorale romano tra Fiumicino e Focene. Arrivando sull’arenile, la domanda resta sospesa: «È questa?». C’è chi risponde allargando le braccia: «Non saprei, credo di sì. Ma forse è Focene». Nessuna insegna, ingressi mimetizzati tra pineta e recinzioni dell’aeroporto, e una lunga spiaggia libera inglobata nella Riserva naturale statale del Litorale romano.
Tra cinema e luogo comune
Nell’immaginario nazionale Coccia di Morto ha un posto d’onore grazie al cinema. Paola Cortellesi, in "Come un gatto in tangenziale", la descriveva così: «Certo, non sarà Capalbio, ma c'ha un suo perché: l'acqua è marrone, non vedi niente, ti senti protetta». La curiosità ha attirato nuovi visitatori, ma i frequentatori storici ricordano: «Certo che abbiamo visto i film della Cortellesi - dicono divertiti - ma non li hanno girati davvero qua!». Tra gli ombrelloni portati da casa e i panini in borsa, il clima resta familiare: «Durante la settimana non c'è quasi nessuno. Nel weekend viene più gente, ma sono famiglie e ragazzi tranquilli».
Spiaggia libera nella Riserva e l’ombra dell’aeroporto
Il viale omonimo scorre a ridosso del Leonardo da Vinci, e il rombo degli aerei accompagna la giornata in riva. Nel 2015 un incendio nella pineta bloccò i decolli per oltre un’ora, con altri roghi negli anni successivi. Sulla qualità dell’acqua i giudizi oscillano: «A volte è pulito, altre meno». Nel 2016 il dossier Beach Litter di Legambiente indicò questo arenile come il più invaso dai rifiuti tra i 47 monitorati in Italia. Secondo i bagnanti, a Ferragosto qui si accendono ancora falò.
Il tratto naturista riconosciuto dal Comune
Proseguendo verso nord compare un cartello: «Oltre questo limite è possibile incontrare bagnanti nudi». Dal 2015 il Comune riconosce un tratto naturista di circa seicento metri, un uso che affonda nel tempo e che, tra costume e cronaca, ha contribuito alla fama del luogo.
L’ex stazione radar e il bando del Demanio
Poco distante, dietro una recinzione curva, si trova l’ex stazione radar del ministero della Difesa: quasi dieci ettari nella Riserva, passati all’assistenza al volo e tornati allo Stato nel 2019. Il Demanio punta a riaprire l’area con una concessione da sei a trentasei mesi, e comunque non oltre il 30 giugno 2030. Il bando ammette attività sociali, culturali, didattiche, ambientali e sportive, senza nuovo cemento ma soltanto strutture leggere e amovibili; le offerte scadono il prossimo 21 settembre. Un passaggio che potrebbe dare a Coccia di Morto confini più leggibili, senza snaturarne l’identità.