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Civitavecchia, incendi dolosi e violenze per difendere spaccio e traffico di droga: 6 arresti

Civitavecchia, incendi dolosi e violenze per difendere spaccio e traffico di droga: 6 arresti

le armi sequestrate|

Sentinelle e armi per difendere il territorio mentre il capo in carcere continuava a dettare le regole. Anche incendi dolosi, violenze ed estorsioni nel curriculum del gruppo criminale smantellato da polizia e carabinieri di Civitavecchia. Il blitz è scattato questa mattina con cinque arresti più uno in corso d'esecuzione. Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre che di altri reati collegati alle attività criminali del gruppo. Per quattro si apriranno le porte del carcere mentre altri due finiranno ai domiciliari.

Civitavecchia, incendi dolosi e violenze per difendere traffico di droga: 6 arresti

L'operazione parte proprio dagli incendi dolosi e per questo è stata chiamata "Nerone". Gli investigatori hanno seguito la scia di fuoco, una serie di episodi incendiari che hanno coinvolto veicoli e portoni di case sul territorio civitavecchiese, riuscendo a ricostruire l'esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale. Un gruppo strutturato e radicato sul tessuto urbano attraverso un sistematico ricorso a violenze ed intimidazioni, esercitate anche con ricorso alle armi, utilizzate per consolidare il proprio potere e scoraggiare ogni forma di opposizione.

Sentinelle e cocaina nascosta sottoterra

Secondo quanto emerso, l'organizzazione, composta da tredici persone, avrebbe fatto ricorso a "sentinelle", incaricate di vigilare costantemente l'area d'influenza del gruppo. Come? Posizionandosi in punti strategici del quartiere con il compito di monitorare i movimenti delle forze dell'ordine ed avvisare i complici, così da garantire la protezione delle loro attività illecite e ostacolare l'azione investigativa.

Nel corso delle indagini, condotte con attività tecnica e tradizionale, sono stati sequestrati oltre 2,5 kg di cocaina, in parte trovata in barattoli in vetro nascosti in un terreno nella disponibilità degli indagati. Durante le attività sono stati, inoltre, rinvenuti e sequestrati anche quattro fucili di provenienza illecita, oltre 100 munizioni, materiale per il confezionamento della droga e telefoni cellulari.

Dal carcere le indicazioni del boss: sequestrati telefoni cellulari

Le cinque misure cautelari eseguite oggi da Polizia e Carabinieri, coordinati dalla Procura di Civitavecchia, cui se ne aggiunge un'altra ancora in corso di esecuzione, seguono a precedenti provvedimenti restrittivi già eseguiti nei confronti di altri tre indagati.

I tre ritenuti sono ritenuti membri della stessa organizzazione criminale ed attualmente detenuti perché gravemente indiziati dei reati di estorsione, incendio doloso, lesioni personali ed atti persecutori. Inoltre sono indagati a piede libero altre 4 persone. Uno dei soggetti, ritenuto la guida del gruppo, pur già detenuto in carcere, continuava a impartire indicazione sulle attività da svolgere. ln tale contesto sono stati sequestrati telefoni cellulari a lui riconducibili.