Civita Castellana, scoperta fabbrica clandestina di sigarette: sequestrate 10 tonnellate di tabacco
Ospite in collegamento: Gaetano Alaimo, direttore di "New Tuscia"Civita Castellana al centro di una maxi operazione congiunta dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Viterbo. Una fabbrica clandestina di sigarette, nascosta in un ex opificio dismesso per la produzione di ceramiche sanitarie, è stata individuata e smantellata, con il sequestro di ingenti quantitativi di tabacco e l’arresto di due conducenti stranieri.
La scoperta è maturata al termine di un’approfondita attività info-investigativa delle Compagnie di Civita Castellana. Il controllo di un autoarticolato con targa straniera ha rivelato macchinari e materiali destinati al contrabbando, pacchetti di sigarette contraffatti con marchi vari e palesemente non conformi agli standard originali, oltre a generatori di corrente ad alte prestazioni. Gli accertamenti hanno quindi portato allo stabile da cui era uscito il mezzo, all’apparenza abbandonato.
I due autisti, sorpresi in flagranza, sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associati presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli. L’intervento ha consentito di interrompere la filiera logistica a supporto della produzione e della distribuzione illecita.
Un’“industria occulta” del tabacco
All’interno dello stabile, Carabinieri e Finanzieri hanno rinvenuto una vera e propria “industria occulta” del tabacco, organizzata per una produzione continua e fraudolenta. Erano presenti locali insonorizzati con pannelli fonoassorbenti per attutire il rumore della trinciatura, una rete di condutture con canne fumarie per lo smaltimento dei fumi e camere climatiche d’essiccazione alimentate da impianti elettrici ad alta tensione. L’area era dotata anche di una zona ristoro e di dodici posti letto per la manovalanza.
Sequestri e danno erariale
Sono state sequestrate circa 10 tonnellate di tabacco trinciato destinato al mercato nero, per un valore stimato di oltre 2,5 milioni di euro, insieme a 10 tonnellate di pulviscolo di lavorazione classificate come rifiuto speciale. Tali scarti corrispondono alla produzione di circa 100 milioni di sigarette, la cui commercializzazione avrebbe comportato un’evasione d’accisa stimata in circa 1,5 milioni di euro, con un grave danno per l’Erario.