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Un'antica cisterna di epoca imperiale vicino a Termini: la scoperta

Un'antica cisterna di epoca imperiale vicino a Termini: la scoperta

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Gli scavi in corso nell'area di piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini, hanno portato alla luce una cisterna risalente all'epoca imperiale. La scoperta è avvenuta durante i lavori di riqualificazione della zona, in particolare lungo via Luigi Einaudi, destinata a diventare un'area pedonale con spazi verdi. Gli archeologi hanno individuato strutture murarie in cocciopesto, un materiale tipicamente impiegato per l'impermeabilizzazione di cisterne e bacini idrici. La posizione del ritrovamento è coerente con l'antico sistema di distribuzione dell'acqua dell'Esquilino, un punto nevralgico per gli acquedotti di Roma antica. Gli scavi continueranno nei prossimi mesi per determinare la reale estensione della struttura e il suo utilizzo specifico. L'opera, rientrante nei progetti per il Giubileo 2025, dovrà essere completata entro il 2026.

La cisterna e l'antico assetto urbanistico dell'Esquilino

L’area in cui è stata individuata la cisterna si inserisce in un contesto archeologico ricco di testimonianze dell’epoca imperiale. L’Esquilino, il più alto tra i sette colli di Roma, ospitava numerosi complessi monumentali, tra cui gli Horti Lamiani e il Palazzo Sessoriano.

Non lontano, nei pressi dell’attuale piazza della Repubblica, sorgevano le Terme di Diocleziano, uno dei più imponenti impianti termali della Roma antica. L’ipotesi che la struttura ritrovata possa essere una cisterna pubblica destinata alla distribuzione dell’acqua è supportata dalla pendenza naturale del terreno, sfruttata dagli ingegneri romani per alimentare il sistema idrico cittadino.

Tuttavia, gli archeologi stanno ancora valutando se si tratti di un'opera di grande rilevanza pubblica o di una cisterna privata legata a una residenza aristocratica.

Caratteristiche e ipotesi sull’utilizzo della cisterna

Gli studiosi hanno rinvenuto porzioni murarie composte da cocciopesto, un materiale caratteristico delle cisterne e delle condutture idrauliche romane grazie alle sue proprietà impermeabilizzanti.

Per comprendere l'effettiva funzione della cisterna sarà necessario ampliare le indagini e analizzare almeno tre lati della struttura, così da determinarne le dimensioni e il possibile collegamento con altre infrastrutture idrauliche.

La scoperta di questa cisterna potrebbe fornire nuove informazioni sulle tecniche di gestione delle risorse idriche nell’antica Roma e sul rapporto tra le strutture pubbliche e le abitazioni private dell’epoca.

Scavi e tempi di completamento: il vincolo del Giubileo 2025

Le attività di ricerca sono riprese dopo una breve sospensione dovuta all'inaugurazione del nuovo snodo di Termini, avvenuta il 14 gennaio alla presenza delle autorità cittadine. Poiché gli interventi rientrano nel piano delle opere per il Giubileo, i lavori dovranno essere completati entro il 2026.

Il ritmo delle indagini archeologiche dipenderà dalle risorse impiegate: se si adotterà un modello simile a quello utilizzato per piazza Pia, con turni intensivi di scavo, si potrebbe accelerare il processo.

Tuttavia, se i lavori procederanno a ritmi più lenti, la tempistica potrebbe subire ritardi. La Soprintendenza sta monitorando la situazione per garantire il completamento delle indagini senza compromettere le scadenze previste.