Roma accoglie il ritorno del Cirque du Soleil con la nuova versione di «Ovo», in scena al Palazzo dello Sport all’Eur dopo il debutto di giovedì 2 aprile. Il pubblico della Capitale ritrova l’inconfondibile miscela della compagnia canadese fatta di acrobazie, danza, musica e costumi dal forte impatto visivo. La produzione si presenterà a Roma fino a domenica 5 aprile, per poi proseguire il tour in Lombardia.
Un ritorno atteso nella Capitale
Il palazzetto dell’Eur si trasforma in un microcosmo brulicante, dove la fantasia mette in primo piano il mondo degli insetti e lo avvolge in un ritmo vivace che richiama atmosfere brasiliane. L’allestimento di «Ovo» punta a una narrazione immediata e coloratissima, capace di alternare momenti di stupore e comicità, con quadri scenici in cui il movimento collettivo e la precisione tecnica si fondono in uno spettacolo dal respiro internazionale.
La platea romana ha risposto con grande partecipazione all’appuntamento, sottolineando con lunghi applausi i passaggi più scenografici. La durata di oltre due ore permette allo show di sviluppare un racconto per immagini, adatto a un pubblico ampio, dagli appassionati di arti performative alle famiglie in cerca di un intrattenimento di qualità.
Il cuore scenico e i personaggi
Al centro della scenografia domina un grande «ovo», evocazione del ciclo vitale e della nascita che guida il filo narrativo. Intorno a questa presenza simbolica si muove una comunità di creature del prato, tra cui spiccano le figure della coccinella, della mosca e dello scarabeo. La drammaturgia procede come una giornata tipo in questo universo nascosto, costruendo una sequenza di quadri che uniscono energia, fantasia e ironia.
Il lavoro sui costumi aggiunge un ulteriore livello di lettura. Le cromie accentuate e le sagome ispirate al regno degli insetti sostengono il racconto con ricchezza di dettagli, accompagnando ogni ingresso in scena con un segno visivo riconoscibile. L’insieme dà corpo a un mondo in miniatura che si fa grande spettacolo, tra dinamiche corali e momenti più intimi.
Acrobazie, danza e musica
«Ovo» intreccia numeri acrobatici e partiture coreografiche su una colonna sonora dal sapore festoso. Il tempo musicale sostiene i ritmi dell’azione e incornicia gli slanci atletici del cast, che si alterna in scena con cadenza serrata. La costruzione dello spettacolo privilegia una narrazione senza parole, affidata all’eloquenza del gesto, alla precisione del corpo e alla relazione con lo spazio.
La regia valorizza la dimensione collettiva, con ensemble dinamici che riempiono l’intero Palazzo dello Sport. Il gioco costante tra comicità e meraviglia si traduce in un’esperienza immersiva per lo spettatore, chiamato a seguire una giornata di vita sul prato tra incontri, scoperte e sorprese.