Ricerca nel Sito

Cinema a Roma, cosa cambia dopo il secondo incontro con la Regione: le novità

Cinema a Roma, cosa cambia dopo il secondo incontro con la Regione: le novità

cinema verdone

Nuove certezze e qualche nodo ancora da sciogliere emergono dal secondo incontro tra la Regione Lazio e le associazioni del settore cinematografico sul futuro dei cinema romani. La principale novità riguarda i cinema che risultavano aperti al 31 dicembre 2024: per queste strutture, il cambio di destinazione d’uso non sarà consentito.

Un punto fermo che segna un cambio di rotta rispetto alle ipotesi iniziali e che è stato concordato nel confronto tra il presidente della Regione, Francesco Rocca, i rappresentanti di Anec e di Anica, oltre ad altre figure istituzionali e del settore.

Cinema a Roma, le novità

L’accordo raggiunto punta a garantire che le sale ancora operative non possano essere riconvertite in supermercati, ristoranti o altre attività commerciali. Per rafforzare questa decisione, si sta valutando di stralciare la questione dalla normativa sulla semplificazione urbanistica e di procedere con un provvedimento specifico, dedicato alla tutela delle sale cinematografiche.

Restano, invece, distanze significative sui criteri per la trasformazione degli ex cinema chiusi da tempo. Le associazioni di categoria, come Anica e Anec, chiedono un vincolo di almeno 20 anni prima di permettere la riconversione, una proposta che la Regione giudica difficilmente applicabile, soprattutto alla luce della crisi post-pandemia e della concorrenza delle piattaforme streaming. L’amministrazione regionale, infatti, mantiene la propria linea, fissando il termine a 10 anni per la possibilità di cambiare destinazione d’uso.

Anche sul fronte degli incentivi per chi decide di preservare la funzione cinematografica degli spazi, le posizioni restano divergenti. Le associazioni del settore spingono per un aumento fino al 40% delle cubature come forma di premialità, mentre la Regione preferisce parametrare gli incentivi alla reale destinazione delle strutture. Il confronto resta aperto, ma la strada per un accordo definitivo appare ancora lunga.