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Cinema chiusi a Roma, Usai (ANICA): "Lavoriamo per il loro futuro"

Cinema chiusi a Roma,  Usai (ANICA): "Lavoriamo per il loro futuro"

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Cinema che diventano centri commerciali, supermercati, sale bingo. Luoghi di cultura trasformati in spazi dedicati al commercio e all’intrattenimento di altro tipo. Questo sembrava il destino di molte sale cinematografiche storiche di Roma, chiuse da almeno un decennio. Esempi emblematici sono l’Empire, il Fiamma, il Metropolitan – fondato da Carlo Verdone – e il Pasquino, che per anni hanno ospitato proiezioni e cinefili, ma che oggi rischiano di cambiare volto definitivamente.

Cinema, proteste sulla legge regionale

La questione è esplosa a seguito dell’approvazione della legge regionale 171 sulla semplificazione urbanistica, che di fatto liberalizza il cambio di destinazione d’uso per i cinema chiusi da oltre dieci anni. Un articolo presente nel testo autorizza la demolizione e ricostruzione degli edifici, permettendo così una loro trasformazione completa e funzionale ad altri scopi. Questo provvedimento ha suscitato un acceso dibattito tra istituzioni e operatori del settore cinematografico, coinvolgendo produttori, registi e attori, tutti preoccupati per il futuro delle sale cinematografiche nella Capitale.

Le proteste e le critiche da parte degli addetti ai lavori hanno spinto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a riconsiderare la norma. Dopo le polemiche, Rocca ha incontrato una delegazione di rappresentanti del settore e ha aperto alla possibilità di rivedere il provvedimento per trovare un punto di equilibrio tra esigenze economiche e tutela della cultura.

Il Presidente di ANICA Alessandro Usai ha dichiarato: “Abbiamo accolto con grande piacere l'invito del presidente Rocca al tavolo di confronto per discutere del futuro delle sale cinematografiche, con particolare attenzione alla città di Roma. Riteniamo che i cinema rappresentino un presidio culturale essenziale nei centri storici, specialmente nella Capitale. Nel corso dei decenni, molte sale hanno chiuso i battenti, e oggi è fondamentale proteggere quelle ancora in attività. Allo stesso tempo, è necessario lavorare insieme alle istituzioni per elaborare un piano concreto che permetta di valutare quali strutture dismesse abbiano il potenziale per essere riaperte e quali interventi possano favorire il loro recupero”, ha concluso.