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Chirurgia vertebrale complessa a Roma: intervento record al Tiberia Hospital

Chirurgia vertebrale complessa a Roma: intervento record al Tiberia Hospital

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A Roma, al Tiberia Hospital, struttura di Gvm care & research accreditata con il servizio sanitario nazionale, è stato eseguito un intervento di chirurgia vertebrale complessa su un paziente di 55 anni con grave instabilità della colonna. L’operazione ha utilizzato la tecnica Alif (anterior lumbar interbody fusion) con approccio combinato anteriore e posteriore, procedura adottata in pochi centri specializzati e di cui l’ospedale romano è polo di riferimento.

Il caso clinico e la scelta dell’approccio

Il paziente, un traslocatore alto due metri e con peso superiore a 120 chili, presentava spondilolistesi L4-L5 associata a discopatia L5-S1 e marcato squilibrio sagittale, con sciatalgia bilaterale severa peggiorata dalla stazione eretta e dalle attività quotidiane. Queste caratteristiche, unite alla deformità, hanno orientato verso un accesso anteriore per garantire maggiore stabilità dell’impianto e un risultato duraturo. «In un paziente, queste caratteristiche sono rilevanti – spiega il Federico Caporlingua, neurochirurgo e chirurgo vertebrale nell’équipe neurochirurgica di Tiberia Hospital insieme ad Alessandro Caporlingua e Gennaro Lapadula –. L’approccio anteriore previsto dalla tecnica Alif, sebbene sia più complesso e con rischi intra-operatori maggiori, era quello che offriva le migliori possibilità in termini di stabilità e solidità del sistema impiantato e di risultato clinico nel medio-lungo periodo».

La pianificazione è stata guidata dallo studio dei parametri spino-pelvici su radiografia dell’intera colonna, utile a definire l’entità della lordosi da ripristinare e la tipologia di impianti.

L’intervento e il decorso

L’operazione, effettuata a inizio febbraio 2026, è durata circa sei ore. A dodici ore è stata eseguita una tac addominale senza mezzo di contrasto per escludere complicanze legate all’accesso anteriore, mentre una radiografia in ortostatismo ha confermato la qualità della correzione. Il decorso è stato regolare: il paziente si è risvegliato con netto miglioramento dei sintomi e dolore limitato alle ferite, controllato con analgesici. In assenza di complicanze neurologiche o generali, è stato dimesso in seconda giornata e ha avviato a domicilio un programma di riabilitazione focalizzato su deambulazione e ripresa graduale delle attività senza sovraccarico.

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Il racconto del paziente

L’uomo ha riferito che tutto è iniziato con un dolore al polpaccio in estensione verso l’alto, protrattosi nel tempo fino alla decisione di operarsi dopo un suggerimento specialistico. Al controllo a circa un mese, ha recuperato quattro centimetri in altezza e ha descritto i progressi così: «Sto proseguendo con la fisioterapia, adesso la mia postura è più dritta, dopo anni che non lo era più, sto allenando muscoli e nervi che erano ormai dimenticati! Ci vorrà il tempo che ci vorrà ma sono sicuro che il dolore che provavo prima appartiene solo al passato e riacquisterò la qualità di vita che non avevo più».