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Cgil Roma e Lazio conferma il primato nelle Rsu 2025

Cgil Roma e Lazio conferma il primato nelle Rsu 2025

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La Cgil di Roma e del Lazio si conferma primo sindacato nelle Rsu 2025 nei comparti privati e pubblici, con un consenso che supera oltre il 40 per cento. Il dato emerge dalla validazione dei risultati nel settore privato da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro di Roma, come comunicato in una nota dal sindacato.

Validazione dei risultati a Roma

La certificazione riguarda dodici contratti: metalmeccanico, telecomunicazioni, chimico-farmaceutico, igiene ambientale, elettrico, alimentare, gomma-plastica, grafico-editoriale, industria turistica, tessile, petrolio e laterizi. Nel quadro consolidato dai verbali certificati, la Cgil si attesta come prima organizzazione e segnala un avanzamento rispetto alla precedente rilevazione.

I settori con il maggior consenso

Il risultato più marcato si registra nel settore metalmeccanico, dove le Rsu della Fiom Cgil raccolgono oltre il 50 per cento dei voti. Si tratta di un comparto che da solo rappresenta il 40 per cento del totale delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dalla certificazione delle elezioni.

Risultati significativi arrivano anche dalla Slc Cgil, prima nel settore grafico-editoriale con il 58 per cento e nelle telecomunicazioni con il 31 per cento, e dalla Filctem Cgil, prima nel chimico-farmaceutico con il 41 per cento e nel petrolio con il 60 per cento. Rispetto alla precedente rilevazione, la Cgil registra la crescita più rilevante in termini assoluti e amplia il distacco dalle altre organizzazioni sindacali.

Le dichiarazioni del sindacato

Questi risultati, insieme alla crescita del tesseramento, confermano il trend di crescita della fiducia e del consenso che le lavoratrici e i lavoratori continuano a riconoscere alla Cgil, alle sue federazioni di categoria e alle Rsu – spiegano dalla Cgil -. Sono dati che ci incoraggiano a proseguire nella mobilitazione e ci responsabilizzano ancora di più nel portare avanti la nostra azione sindacale per cambiare le scelte sbagliate del Governo su salari, pensioni, fisco e welfare”.

Siamo convinti – concludono dalla Cgil – che sia necessario aumentare ancora di più i luoghi di lavoro in cui le rappresentanze sindacali siano elette dalle lavoratrici e i lavoratori, un allargamento della partecipazione democratica che può migliorare concretamente le condizioni di lavoro delle persone e contribuire nella lotta ai contratti pirata firmati da soggetti non rappresentativi e che danneggiano le lavoratrici e i lavoratori”.