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Ceccano, maxi inchiesta fondi Pnrr: fissata l'udienza preliminare - VIDEO

Ceccano, maxi inchiesta fondi Pnrr: fissata l'udienza preliminare - VIDEO

CECCANO PNRR

Ceccano, maxi inchiesta fondi Pnrr: fissata l'udienza preliminare

Ospite in collegamento: Roberta Di Pucchio, condirettore di "Frosinone News"

Il giudice per l’udienza preliminare Fiammetta Palmieri ha fissato al 18 febbraio la prima tappa giudiziaria del processo scaturito dall’inchiesta “The Good Lobby”, il terremoto giudiziario che il 24 ottobre 2024 ha travolto il Comune di Ceccano, portando all’arresto dell’allora sindaco Roberto Caligiore e, a cascata, allo scioglimento del consiglio comunale. La Procura Europea ha chiesto il rinvio a giudizio lo scorso 31 ottobre. Alcuni hanno richiesto il patteggiamento e si deciderà il 30 gennaio.

Le accuse: corruzione, appalti e fatture false

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, corruzione aggravata per l’assegnazione di contratti pubblici Pnrr, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore europeo delegato Alberto Pioletti e condotta dal Servizio centrale operativo della Polizia e dalla Squadra mobile di Frosinone allora guidata dal Dirigente Flavio Genovesi.

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe messo in piedi un sistema stabile e collaudato per orientare l’assegnazione di appalti e incarichi pubblici in cambio di denaro, utilizzando un meccanismo di fatturazioni fittizie e bonifici verso società di comodo per ripulire i flussi di denaro, poi consegnati in contanti ai vertici dell’organizzazione.

Gli appalti sotto la lente

Nel mirino degli inquirenti sono finiti diversi interventi finanziati con fondi Pnrr e fondi europei, tra cui: la riqualificazione del Castello dei Conti e del centro storico, la messa in sicurezza della scuola di Borgo Berardi, il centro educativo al Di Vittorio, la gestione dei servizi di accoglienza per i richiedenti asilo e l’assegnazione di numerosi incarichi tecnici per lavori pubblici.

Un sistema che, sempre secondo l’impianto accusatorio, avrebbe gestito appalti e concessioni per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.

Sicurezza, svolta a Frosinone: polizia e carabinieri avranno accesso in tempo reale alle telecamere del Comune

Un passo concreto sul fronte della sicurezza urbana. Il Comune di Frosinone ha sottoscritto la convenzione con la Questura di Frosinone e il contratto con l’Arma dei Carabinieri per la disciplina del trattamento dei dati personali relativi al sistema di videosorveglianza urbana comunale. L’iniziativa segna il raggiungimento di un obiettivo strategico e dà piena attuazione al Patto per la sicurezza precedentemente sottoscritto in Prefettura con il Prefetto.

Gli accordi, stipulati ai sensi dell’articolo 18, comma 3, del decreto legislativo 51 del 2018, sono stati firmati nella mattinata in aula consiliare dal sindaco Riccardo Mastrangeli, dal questore di Frosinone Stanislao Caruso e dal comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, colonnello Gabriele Mattioli.

Grazie a queste intese, le Forze di Polizia potranno accedere in tempo reale alle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, esclusivamente per finalità di prevenzione, accertamento e repressione dei reati, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea in materia di protezione dei dati personali.

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