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Castelli Romani, sequestrati oltre 1.200 capi falsi: indagini partite da TikTok

Castelli Romani, sequestrati oltre 1.200 capi falsi: indagini partite da TikTok

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Operazione del Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza ai Castelli Romani contro un commercio di merce contraffatta pubblicizzata su TikTok. I militari hanno scoperto un magazzino clandestino riconducibile a un profilo social che sponsorizzava quotidianamente borse, scarpe, abiti e accessori delle principali griffe del lusso.

L’operazione ai Castelli Romani

Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 1.200 articoli falsi riferibili ai marchi Gucci, Chanel, Hermès e Loro Piana, denunciando il titolare dell’account alla Procura della Repubblica. L’attività si inquadra nelle iniziative di contrasto alla contraffazione online condotte sul territorio di Roma e del Lazio.

Dalle verifiche online alla perquisizione

L’indagine è nata da un monitoraggio del web e dei social network. Gli accertamenti informatici hanno permesso di individuare un profilo TikTok utilizzato per promuovere e vendere quotidianamente capi e accessori con loghi falsi di marchi internazionali. Attraverso l’analisi dell’account, i finanzieri sono risaliti all’abitazione del presunto venditore nei Castelli Romani, dove è scattata una perquisizione domiciliare.

Il materiale sequestrato

All’interno dell’immobile è stato rinvenuto un deposito con più di 1.200 prodotti contraffatti già pronti per la commercializzazione. Sono stati inoltre sequestrati materiali per il confezionamento, falsi certificati di autenticità, documentazione contabile ritenuta mendace, volantini pubblicitari e i dispositivi elettronici impiegati per la gestione delle vendite online.

Ipotesi di reato e rischi per i consumatori

Il responsabile è stato denunciato a piede libero con l’ipotesi di introduzione e commercio di prodotti con marchi falsi. Secondo la Guardia di Finanza, l’operazione rientra nell’attività di contrasto alla contraffazione online, un fenomeno che danneggia i marchi, altera la concorrenza e mette a rischio i consumatori, spesso ingannati sull’origine e sull’autenticità dei prodotti acquistati.