Cassino, il dramma di uno studente universitario aggredito due volte: “Ho paura di uscire da casa"
Ospite in collegamento: Cristina Lucarelli, "Frosinone News"Paura in centro a Cassino per un giovane studente universitario di nazionalità indiana che ha presentato denuncia dopo due episodi ravvicinati di minacce e aggressioni. La vicenda, segnalata alle forze dell’ordine, accende i riflettori sul tema della sicurezza in una città a forte vocazione accademica.
Secondo quanto riportato nell’esposto, il primo episodio risale alla notte tra il 30 e il 31 luglio. Il ragazzo sarebbe stato inseguito, minacciato e aggredito da un gruppo di giovani: durante l’azione gli sarebbero stati sottratti una catenina e il monopattino utilizzato per gli spostamenti. Una parte di quanto accaduto risulterebbe ripresa dalle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area.
Paura e vita quotidiana stravolta
Pochi giorni dopo, sempre secondo la denuncia, lo studente sarebbe stato riconosciuto da uno dei presunti componenti del gruppo, che avrebbe richiamato altri ragazzi. Temendo una nuova aggressione, il giovane si è allontanato in fretta. Da quel momento, racconta, ha cambiato abitudini e percorsi, riducendo al minimo le uscite: “Ora ho paura anche di uscire”. Una condizione che pesa su chi vive Cassino da fuori sede e dovrebbe poter frequentare l’università e la città senza timori.
Le richieste e le indagini
Assistito dall’avvocato Giuseppe Marino, il ragazzo ha chiesto l’identificazione dei presunti autori, l’acquisizione dei filmati e la valutazione di misure di tutela. L’avvocato riferisce: "Dalla ricostruzione fornita dal mio assistito emerge che gli aggressori sarebbero giovani di nazionalità egiziana. Saranno naturalmente le indagini a verificare ogni circostanza e ad accertare le eventuali responsabilità personali. Quello che oggi emerge con chiarezza è il profondo stato di paura in cui è costretto a vivere uno studente universitario che ha semplicemente il diritto di muoversi liberamente in città".
Gli accertamenti investigativi dovranno chiarire l’esatta dinamica e le eventuali responsabilità individuali. Se confermate, le circostanze descritte delineerebbero un contesto in cui la paura limita la libertà di movimento di chi studia e vive quotidianamente il territorio di Cassino.