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Cassino, operazione della DDA: 20 arresti e sequestro da 5,3 milioni - VIDEO

Cassino, operazione della DDA: 20 arresti e sequestro da 5,3 milioni - VIDEO

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Cassino, operazione della DDA: 20 arresti e sequestro da 5,3 milioni

Ospite in collegamento: Roberta Di Pucchio, condirettore di "Frosinone News"

Vasta operazione della Direzione distrettuale antimafia di Roma e dei Carabinieri a Cassino, con elicottero in volo e decine di militari impegnati sul territorio. L’indagine, avviata nel 2019 e sviluppata con intercettazioni, pedinamenti, videoriprese e accertamenti patrimoniali, ha ricostruito, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip del Tribunale di Roma, l’operatività di un presunto sodalizio familiare attivo nel traffico di cocaina, nell’usura e nelle estorsioni.

Il provvedimento ha portato a 20 misure cautelari: diciassette in carcere e tre ai domiciliari con braccialetto elettronico. Disposto inoltre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e disponibilità fino a 5.378.920 euro, ritenuti profitto delle attività illecite contestate. Secondo la Dda, il gruppo avrebbe movimentato in oltre un decennio un volume d’affari di circa 5,5 milioni di euro, principalmente attraverso il traffico di cocaina.

Organizzazione e piazze di spaccio

Secondo gli inquirenti il gruppo operava con una precisa ripartizione di ruoli in approvvigionamento, trasporto, custodia, confezionamento, vendita al dettaglio e recupero crediti, con una cassa comune. I rifornimenti sarebbero arrivati anche da canali campani dell’area di Torre Annunziata. Le piazze di spaccio principali erano a Cassino, Piedimonte San Germano, Aquino e Roccasecca.

Snodo ritenuto centrale era la località Volla, frazione di Piedimonte San Germano, indicata come punto di cessione attivo in modo continuativo e gestito in prevalenza da donne del nucleo familiare, con consegne di denaro alla cassa comune. Un immobile rurale in zona Aquino avrebbe funto da deposito per droga e denaro. Nel corso delle attività sono stati sequestrati circa 1,3 chilogrammi di cocaina e ricostruite, in via indiziaria, forniture per 63 chilogrammi.

Reati contestati e difese

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e allo stato delle indagini, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti contestata come armata e aggravata dall’ingente quantità, nonché di detenzione e cessione di cocaina, usura, estorsione, detenzione di armi e ulteriori reati, in più casi con l’aggravante del metodo mafioso. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Emanuele Carbone, Mariano Giuliano e Francesco Palumbo, che hanno annunciato immediato ricorso al tribunale per il Riesame.