Caso Milena Mancini, i risultati dell'autopsia sul corpo della 56enne morta ad Istanbul
Ospite in collegamento: Cristina Lucarelli, "Frosinone News"La salma di Milena Mancini è rientrata in Italia con un volo speciale atterrato nella tarda serata di ieri all’aeroporto di Fiumicino. L’imprenditrice immobiliare originaria di Isola del Liri, lo ricordiamo, è deceduta nella mattinata di lunedì presso l’ospedale universitario di Istanbul: Milena, 56 anni, si era sottoposta ad un intervento di chirurgia estetica all’addome, eseguito in una clinica privata alla periferia della città turca, durante il quale qualcosa è andato storto.
Milena era partita a fine settembre, una sorta di regalo che si era concessa dopo l’apertura di un nuovo ufficio a Frosinone. Qualche ora dopo il trattamento, la donna ha iniziato a lamentare dolori lancinanti all’addome. Poi il trasferimento nell’ospedale universitario dove le è stata riscontrata una perforazione alla parete dello stomaco.
Operazione antidroga in Valle di Comino, smantellata “l’impresa familiare” dello spaccio
Dalle prime ore del mattino di mercoledì 22 ottobre, la Valle di Comino è stata teatro di una vasta operazione antidroga condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sora, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino.
Un’azione incisiva, nata da un’attività investigativa complessa e articolata che ha portato all’esecuzione di tre Ordinanze di Applicazione di Misure Cautelari Personali e Reali, emesse dal GIP del Tribunale di Cassino, a carico di tre persone su un totale di sette indagati nello stesso procedimento.
L’indagine partita da Alvito
L’inchiesta era partita dalla Stazione dei Carabinieri di Alvito, per poi essere condivisa con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sora e della Stazione di San Donato Val di Comino.
Grazie a mesi di attività di osservazione, pedinamenti e riscontri, i militari sono riusciti a delineare con chiarezza l’esistenza di una rete di spaccio strutturata e continua, gestita come una vera e propria “impresa familiare” da due fratelli di 42 e 39 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
I due, con ruoli ben definiti, rifornivano un’ampia rete di clienti che si estendeva in gran parte della Valle di Comino. A supportarli, alcuni collaboratori fidati, incaricati di ritirare o consegnare la droga su loro ordine.
I provvedimenti e le perquisizioni
Le misure cautelari sono state eseguite in tre diverse località. I Carabinieri, con il supporto delle unità cinofile del Nucleo di Roma Santa Maria di Galeria, hanno effettuato perquisizioni mirate nei confronti degli indagati.
Due fratelli sono finiti agli arresti domiciliari, mentre un terzo uomo, un 39enne della zona considerato uno dei “gregari”, è stato colpito da una misura di divieto di dimora nella provincia di Frosinone e dall’obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria.
Le altre due misure sono state eseguite presso comunità terapeutiche, dove alcuni degli indagati si trovavano già inseriti in percorsi di recupero in quanto consumatori abituali di sostanze stupefacenti.
Sport Frosinone: ora c’è da lavorare: per crescere servono furbizia, incisività e saper leggere la gara
Il Frosinone vive un momento di transizione, il primo vero rallentamento di una stagione fin qui più che positiva. La sconfitta di misura contro il Monza, firmata dal gol di Keita Balde nel primo tempo, fotografa perfettamente una squadra volenterosa ma priva di quella brillantezza e concretezza che avevano contraddistinto l’avvio di campionato. Complice, però, anche la lunga lista degli infortuni che ha pesato (e non poco) nell’economia del gioco giallazzurro. Allo “Stirpe”, i giallazzurri hanno mostrato un buon assetto tattico e una discreta organizzazione difensiva, ma le idee si sono progressivamente rarefatte nella metà campo avversaria.
La squadra di Alvini ha sofferto la compattezza e la maggiore esperienza dei brianzoli, guidati dall’ex mister Paolo Bianco pragmatico e ordinato, che ha saputo chiudere ogni linea di passaggio centrale e neutralizzare il gioco tra le linee dei ciociari. Il Frosinone ha provato a costruire, ma la circolazione del pallone si è spesso arenata sulle corsie laterali, dove Masciangelo e Oyono hanno alternato spunti interessanti a momenti di evidente difficoltà nell’uno contro uno.
Tra i pali, Palmisani ha confermato di essere una sicurezza: reattivo, coraggioso nelle uscite e determinante in almeno un paio di occasioni, ha potuto poco sul gol decisivo, scaturito da una doppia carambola che ha favorito Keita. La coppia centrale Bracaglia–Calvani si è comportata con ordine, leggendo bene gli inserimenti di Mota e Petagna e offrendo copertura costante nelle fasi più delicate del match. È mancato, semmai, il contributo dei centrocampisti nella fase di transizione, dove il Monza ha spesso recuperato palla in zone pericolose del campo.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO COMPLETO QUI.