A meno di un mese dalla scadenza PNRR, la FP CGIL Frosinone-Latina sollecita un intervento immediato della ASL di Frosinone e della Regione Lazio per evitare l’apertura di Case di Comunità e Ospedali di Comunità senza un’adeguata presenza di personale medico.
I dati di Agenas
Secondo gli ultimi rilevamenti Agenas, sono operative a livello nazionale 781 Case di Comunità con almeno un servizio attivo, ma soltanto 204 rispettano la presenza medica prevista dal DM 77/2022. Il quadro segnala una carenza stimata di oltre 2.500 medici e quasi 7.000 infermieri a tempo pieno sull’intero territorio italiano.
Il nodo nel territorio di Frosinone
Nella provincia di Frosinone il sindacato teme difficoltà maggiori rispetto alla media nazionale, complici criticità strutturali nell’attrarre medici specialisti e di medicina generale. Il rischio è inaugurare nuove sedi senza copertura medica stabile, con un ulteriore aggravio di responsabilità per il personale infermieristico e tecnico. «Non si tratta soltanto di aprire nuove sedi – sottolinea il sindacato – ma di garantire servizi reali e pienamente operativi ai cittadini».
I medici di famiglia e la pressione crescente
La FP CGIL evidenzia che i medici di medicina generale sono passati a livello nazionale da oltre 44 mila nel 2016 a poco più di 37 mila nel 2024. Affidare loro la copertura sistematica delle nuove strutture rischierebbe di indebolire la medicina di prossimità senza colmare la carenza di personale.
La proposta: attivare la Medicina dei Servizi
Per garantire l’operatività immediata, il sindacato propone di attivare la Medicina dei Servizi, valorizzando i medici ambulatoriali già presenti nel sistema sanitario regionale e assicurando una presenza strutturata nelle Case di Comunità. La misura favorirebbe l’integrazione tra ospedale e territorio senza sottrarre risorse ai reparti provinciali. «Non un adempimento burocratico ma una risposta ai bisogni dei cittadini».
La richiesta di un tavolo operativo
La FP CGIL Frosinone-Latina chiede un tavolo con la Direzione Generale della ASL di Frosinone e la Regione Lazio per definire un piano di aperture PNRR, con l’attivazione temporanea dei medici ambulatoriali ASL, un cronoprogramma pubblico e trasparente e un monitoraggio costante delle risorse professionali. «Aprire strutture senza personale adeguato o lasciarle prive dei servizi essenziali – sostiene la FP CGIL – significherebbe perdere una delle più importanti opportunità di rilancio della sanità pubblica territoriale».