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Case di comunità nel Lazio: Rocca, bene l’avvio, meno pressione sui pronto soccorso

Case di comunità nel Lazio: Rocca, bene l’avvio, meno pressione sui pronto soccorso

Nel Lazio le Case di comunità hanno superato la scadenza del 30 giugno fissata dal Pnrr con un avvio giudicato positivo. A tracciare il bilancio è il presidente della Regione, Francesco Rocca, che a margine del convegno sul lavoro dei medici, organizzato oggi a Roma dalla Fnomceo, ha sottolineato come la fase iniziale richieda ancora orientamento per i cittadini.

Le prime indicazioni dal territorio

Rocca ha evidenziato che le nuove strutture, nei primi giorni di piena operatività, "stanno andando bene. Sicuramente siamo in una fase di rodaggio, soprattutto per quello che riguarda la conoscenza della loro funzione" da parte dell’utenza. Il governatore ha ricordato che "non parliamo di poliambulatori", ma di presidi con una missione più ampia: "continuità assistenziale h24, uno sportello aperto a tutti e che dovrebbe aiutarci anche a deflazionare la pressione sui pronto soccorso per quelle che sono le urgenze minori". Un indirizzo che punta a ridurre gli accessi impropri e a rafforzare la rete di prossimità.

Numeri e risorse per la rete regionale

Sul quadro organizzativo, Rocca rimarca: "Sui numeri noi siamo estremamente orgogliosi. Abbiamo 135 strutture con un target di 109, finanziate non solo con i fondi del Pnrr, ma anche con altre risorse regionali". Un traguardo che si accompagna a "l'accordo integrativo regionale con i medici di famiglia", considerato dal presidente tassello essenziale per il funzionamento delle Case di comunità. L’intesa viene indicata come strumento utile, nella Regione, a evitare il ricorso alle 6 ore aggiuntive dei medici di medicina generale previste dal recente 'accordo stralcio nazionale'.

Accordo con i medici di famiglia e impatto sui servizi

Secondo Rocca, il percorso condiviso con la medicina generale ha trovato un consenso trasversale: "Tutti i sindacati, all'unanimità, hanno parlato di un accordo integrativo regionale modello: è stato un investimento emotivo e giuridico importante, anche economico. Nel Lazio questo accordo integrativo regionale mancava da 20 anni, si viveva soltanto di proroghe dei precedenti. E' stato un lavoro lungo e di reciproca soddisfazione". Con questa base, la Regione punta a consolidare la continuità assistenziale h24 e a dare piena operatività allo "sportello aperto a tutti", così da alleggerire la pressione sui pronto soccorso per le urgenze minori.