A Roma il taglio delle accise non argina l’ondata di aumenti alla pompa. Secondo l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina è avanzata di un ulteriore +2,7% e il gasolio di +1,7% dall’intervento governativo a oggi. Le imprese del Lazio stanno ricalcolando i conti alla luce di costi energetici in rialzo e di un clima internazionale incerto.
Prezzi dei carburanti in crescita a Roma
I rincari dei carburanti spingono a catena trasporti e logistica, con effetti sui listini al dettaglio. Nella Capitale la pressione sui prezzi resta elevata e si riflette su filiere essenziali, dai freschi alla distribuzione, mentre le attività locali segnalano tensioni su margini e costi operativi.
In agricoltura i costi di produzione crescono di circa +30%, sospinti da bollette, confezionamento, fertilizzanti e trasporti. Gli aumenti si traducono in rincari intorno al 30% per pomodori, melanzane e zucchine e fino al 50% per il mais, con effetti attesi anche sul latte fresco. Nella pesca un’uscita in mare può costare fino a 1.200 euro in più al giorno, con il rischio che il 20% dell’offerta ittica venga a mancare. «Dall’inizio della guerra in Ucraina quelli causati da eventi geopolitici sono diventati oneri strutturali – afferma David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio –. I rialzi incideranno sia sui margini di guadagno delle imprese che sulle tasche dei clienti, Prevedo per dopo Pasqua ritocchi all’insù dei listini tra il 7% e il 15%».
Distribuzione e pubblici esercizi sotto pressione
Per i supermercati si stimano incrementi medi di circa 700 euro per l’elettricità e 400 euro per il gas. Bar, ristoranti, negozi e alimentari registrano tra 100 e 300 euro in più per la luce e tra 200 e 500 euro per il gas. «Quando aumenta l’energia c’è un riflesso su tutta la filiera – ricorda Romolo Guasco, direttore Confcommercio Roma –. Sale ora la preoccupazione per le crisi aziendali, soprattutto quelle riguardanti le piccole attività».
Consumi in frenata e impatto sociale
A marzo i consumi sono attesi stabili o in lieve calo rispetto a febbraio, complice l’erosione del potere d’acquisto e l’incertezza legata alla guerra in Medio Oriente. «Siamo di fronte a una crisi di fiducia più che di reddito – dice Mario Resca, presidente Confimprese –. Si iniziano a ridurre le spese discrezionali, dalla moda al tempo libero. E Roma, forte della sua attrattività turistica e del commercio al dettaglio, è tra le città più esposte». Preoccupazioni anche sul fronte sociale: «Preoccupano l’assistenza domiciliare, la logistica e le case famiglia – spiega Marco Marcocci, presidente Confcooperative Roma –. I rincari alla pompa impatteranno negativamente sulle consegne dell’ultimo miglio e gli spostamenti del personale sociosanitario. E il caro bollette finirà per accrescere la vulnerabilità di minori, fragili e disabili».