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Carceri, tra sovraffollamento e criticità

Carceri, tra sovraffollamento e criticità

Le carceri romane e laziali continuano a vivere una condizione critica, segnata da sovraffollamento, emergenze sanitarie e un preoccupante aumento dei suicidi. È quanto emerso nell’assemblea straordinaria che si è svolta pochi giorni fa all’interno del carcere di Rebibbia.

I dati

I numeri raccontano una realtà difficile. Solo nel 2024 negli istituti penitenziari della Capitale si sono registrati oltre 1.800 episodi critici: autolesionismi, aggressioni e tentativi di suicidio. Quattro persone si sono tolte la vita lo scorso anno, tre a Regina Coeli e una a Rebibbia, mentre nei primi mesi del 2025 le vittime sono già due. A preoccupare in particolare è la VII sezione di Regina Coeli, destinata ai nuovi giunti, ma di fatto utilizzata anche per detenuti con fragilità psichiche o incompatibili con la detenzione ordinaria.

Il quadro sul sovraffollamento non è meno allarmante: a Regina Coeli, con una capienza regolamentare di 628 posti, a giugno di quest’anno erano presenti oltre 1.090 detenuti. Situazione analoga a Rebibbia nuovo complesso, dove i posti disponibili sono poco più di mille, ma le presenze superano le 1.500. Dati che rendono difficile garantire condizioni dignitose e percorsi di recupero.

Proprio per questo, l’Assemblea Capitolina ha approvato un documento che impegna l’amministrazione a rafforzare il dialogo con istituzioni e associazioni, con l’obiettivo di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali e rilanciare la funzione rieducativa della pena. Le iniziative in campo vanno dal lavoro di pubblica utilità alla formazione professionale, fino a progetti dedicati al sostegno della genitorialità e all’accesso alla cultura.