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Carcere, garante Lazio: "Cade il tabù della sessualità"

Carcere, garante Lazio: "Cade il tabù della sessualità"

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Con la sentenza numero 10 del 2024, la Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo 18 della legge sull'ordinamento penitenziario, in quanto non stabilisce la possibilità per il detenuto di avere colloqui con il coniuge, il partner dell'unione civile o la persona con cui convive stabilmente, senza il controllo diretto del personale di sorveglianza, a meno che non sussistano ragioni di sicurezza o necessità di mantenere l'ordine e la disciplina, o ragioni giudiziarie relative all'imputato.

La Corte ha specificato che la sentenza non riguarda il regime detentivo speciale previsto dall'articolo 41-bis della stessa legge sull'ordinamento penitenziario, né i detenuti soggetti a sorveglianza particolare come previsto dall'articolo 14-bis della medesima legge, in coerenza con l'oggetto del procedimento principale.

La Corte ha affermato: “L’ordinamento giuridico tutela le relazioni affettive della persona nelle formazioni sociali in cui esse si esprimono, riconoscendo ai soggetti legati dalle relazioni medesime la libertà di vivere pienamente il sentimento di affetto che ne costituisce l’essenza. Lo stato di detenzione può incidere sui termini e sulle modalità di esercizio di questa libertà, ma non può annullarla in radice, con una previsione astratta e generalizzata, insensibile alle condizioni individuali della persona detenuta e alle specifiche prospettive del suo rientro in società".

Sessualità in carcere, Anastasìa: “Finalmente, grazie alla Consulta, cade il tabù”

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha commentato così la sentenza della Consulta: “Finalmente, grazie alla Corte costituzionale, le relazioni affettive dei detenuti e delle detenute si arricchiscono della possibilità di incontri riservati e cade il tabù della sessualità in carcere. Ora tocca all’Amministrazione penitenziaria garantire l’effettiva possibilità dell’esercizio di questo diritto, a partire dalla individuazione degli spazi necessari alla riservatezza degli incontri con i propri partner”.