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Carburanti a Roma: listini in rialzo, pieno più caro di 3 euro

Carburanti a Roma: listini in rialzo, pieno più caro di 3 euro

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A Roma i prezzi dei carburanti restano sostenuti nonostante la riapertura dello stretto di Hormuz: la breve flessione iniziata il 10 giugno si è già esaurita venerdì scorso. La mancata proroga dello sconto sulle accise ha innescato da sabato un aumento di 6,1 centesimi al litro Iva inclusa, che per un pieno da 50 litri pesa fino a 3,05 euro in più.

Prezzi a Roma e sul litorale

Dai dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 3 luglio, emergono forti differenze tra impianti e modalità di rifornimento. Per la benzina nella Capitale si va da 1,569 euro al self service a 2,949 euro al servito. Per il diesel la forbice è tra 1,614 euro al fai da te e 2,279 euro con intervento del gestore. Sul litorale i listini oscillano tra 1,644 e 2,224 euro per la verde e tra 1,634 e 2,304 euro per il gasolio.

Tutte le cifre includono ancora lo sconto di 5 centesimi al litro sulle accise introdotto per frenare l’impennata dei prezzi: il beneficio non è stato rinnovato e i listini hanno subito l’adeguamento automatico.

Le cause internazionali

Le criticità arrivano dall’estero. Pur con quotazioni del greggio non lontane da quelle del 27 febbraio, i prodotti finiti risultano più cari di circa 20 centesimi al litro: secondo gli operatori pesano gli stop produttivi in impianti bombardati e i ritardi nelle consegne. «Un calo c’è stato ma inferiore al previsto – afferma Gianni Murano, presidente dell’Unione energie per la mobilità, in rappresentanza delle aziende attive nella trasformazione e la distribuzione dei carburanti –. Per la ripartenza piena degli impianti occorrono dalle quattro alle sei settimane. E, dato che non se ne parla più molto, vale la pena ricordare che in sovrapposizione alla crisi iraniana abbiamo ancora quella russa, peggiorata dopo gli ultimi attacchi alle raffinerie locali».

Speculazione e trasparenza alla pompa

Accanto ai fattori geopolitici, i consumatori segnalano dinamiche anomale sui listini. «Non saprei come definirle altrimenti – spiega Mauro Antonelli, responsabile ufficio studi dell’Unione nazionale consumatori –. Il giorno dopo la chiusura di Hormuz i prezzi sono saliti a razzo, anche se venivano applicati a scorte acquistate settimane prima. Ora che sono in discesa scendono troppo lentamente, così le imprese hanno il tempo di smaltire le rimanenze in magazzino senza erodere i loro margini di guadagno. Mai come oggi sarebbe utile l’applicazione per smartphone prevista dal governo con il decreto Trasparenza approvato il 14 gennaio 2023, ancora non realizzata».

Fonte: https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_luglio_06/carburanti-i-prezzi-non-calano-il-pieno-costa-fino-a-3-euro-in-piu-meno-sul-litorale-c57ebdd5-1eac-4baa-9b1a-21a4857f8xlk.shtml