Rachele Ferrara, 28 anni, è deceduta dopo un grave episodio di soffocamento avvenuto a Capodimonte il 14 agosto. Un boccone le ha ostruito la trachea impedendole di respirare, provocando una prolungata assenza di ossigeno. Madre di due bambini, la giovane è rimasta priva di ossigeno per circa venti minuti prima dell’arrivo dei soccorsi.
L'intervento dei soccorritori
Il personale del 118 è riuscito a ripristinare i parametri vitali e ha disposto il trasferimento in urgenza all’ospedale Santa Rosa di Viterbo. L’arresto anossico prolungato aveva però già compromesso in modo severo le funzioni cerebrali. Nonostante le cure e il monitoraggio costante, la paziente è scivolata in un coma profondo e irreversibile. I tentativi clinici di modificare l’evoluzione del quadro non hanno portato miglioramenti.
La decisione della famiglia
In un contesto di sofferenza estrema, i familiari hanno autorizzato la donazione degli organi. L’intervento di prelievo si è svolto nel corso della notte, con un’équipe specializzata coordinata dalla centrale trapianti. Grazie a questo consenso, gli organi della giovane potranno offrire una concreta possibilità di cura a persone in attesa.
La vicenda ha scosso profondamente la comunità, che si stringe attorno ai familiari. Il gesto di generosità compiuto nella tragedia rappresenta un segno di speranza e un contributo fondamentale alla rete dei trapianti, capace di trasformare un lutto in un atto di solidarietà che salva vite.