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Capitale italiana della Cultura 2028? Tra le finaliste, Anagni e Tarquinia

Capitale italiana della Cultura 2028? Tra le finaliste, Anagni e Tarquinia

Quale sarà la Capitale italiana della Cultura 2028? La Giuria per la selezione ha selezionato ed individuato i dieci progetti finalisti che potranno aspirare all’ambito titolo. Si tratta di:

1. Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce.
2. Ancona – Ancona. Questo adesso
3. Catania – Catania continua
4. Colle di Val d’Elsa (SI) – Colle28. Per tutti, dappertutto
5. Forlì – I sentieri della bellezza
6. Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro
7. Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
8. Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli
9. Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
10. Tarquinia (VT) – La cultura è volo

Le finaliste saranno convocate nei giorni di giovedì 26 e venerdì 27 febbraio prossimi per le audizioni pubbliche, presso la Sala Spadolini della sede del Ministero della cultura.

Commenti da Tarquinia

Dopo la pubblicazione del ministero della Cultura della lista, immediato il commento del sindaco di Tarquinia, città tra quelle elencate, candidata insieme agli altri Comuni della Destination Management Organization Etruskey (Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Tolfa).

Un grande risultato per tutto il territorio, che non esita a festeggiare. "Essere tra le finaliste è nostro motivo di grandissimo orgoglio – ha detto il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, come riportato da Adnkronos -. È un risultato che premia una comunità viva, una rete di collaborazioni ampia e coesa. È un messaggio di apertura, di futuro, di possibilità. Ora guardiamo con fiducia alla prossima fase".

Anche la Presidente della DMO Etruskey, Letizia Casuccio, ha sottolineato l’importanza del traguardo. "Questo traguardo dimostra che quando un territorio sa fare sistema, può aspirare a obiettivi importanti. Il dossier presentato è il frutto di un lavoro corale, che valorizza l’identità etrusca ma guarda lontano, alla cultura come motore di crescita e inclusione". "Il nostro progetto propone un modello di 'capitale della cultura diffusa' che con il cuore a Tarquinia e nel sito Unesco del Pact mira a far emergere un capitale territoriale inespresso, a proporre un modello di rete territoriale replicabile per altre realtà italiane e a definire una nuova destinazione turistica, conquistando un nuovo immaginario", ha commentato Lorenza Fruci, curatrice del dossier.

Commenti da Anagni

Anche il commento del sindaco di Anagni, Daniele Natalia, non si è fatto attendere sui social. “È una notizia che ci riempie di orgoglio e che segna in modo indelebile una pagina importante nella storia della nostra città e del nostro territorio. Questo risultato non appartiene a una sola amministrazione, a una sola persona, o a una sola città: è il frutto di un gioco di squadra straordinario. Voglio ringraziare, per primi, i colleghi sindaci di Alatri, Ferentino e Veroli, ma soprattutto gli amici Maurizio Cianfrocca, Piergianni Foglietta e Germano Caperna, con cui abbiamo costruito un percorso vero, leale e ambizioso, dimostrando che quando il territorio cammina unito può competere a livello nazionale con credibilità e visione. Un ringraziamento speciale va alla struttura tecnica che ha curato la candidatura, con in testa il professor Ribezzo, per la competenza, la passione e la qualità del lavoro svolto. Grazie alla parte politica, in particolare agli assessori alla cultura (nel mio caso un grato ringraziamento al Dott. Carlo Marino) che hanno creduto fino in fondo in questo progetto, lo hanno sostenuto e trasformato in una proposta concreta, solida e innovativa. Ma il ringraziamento più grande va davvero a tutti: a chi ha lavorato dietro le quinte, a chi ha partecipato agli incontri, a chi ha portato idee, tempo, entusiasmo, a chi ha semplicemente fatto il tifo. Perché risultati così storici nascono solo quando una comunità intera decide di mettersi in gioco insieme. Ora ci aspettano altri step prima della proclamazione finale. Il cammino non è finito, anzi entra nel suo momento più intenso. Nel frattempo continueremo a fare quello che abbiamo iniziato: raccontare il nostro territorio come mai fatto prima. Un territorio antichissimo, con una storia millenaria, ma finalmente sotto una veste nuova. Un territorio che ha capito quanto l’infrastruttura culturale sia decisiva per lo sviluppo, per l’identità, per il futuro delle nuove generazioni”.