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Caldo sulla metro C: il Comune risponde al Codacons

Caldo sulla metro C: il Comune risponde al Codacons

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Roma, temperature elevate e carrozze affollate mettono sotto pressione la metro C. Dopo le numerose segnalazioni degli utenti, il Codacons ha presentato un esposto al Comune di Roma denunciando: «Condizionatori guasti sulla Metro C». Dal Campidoglio è arrivata la replica, che esclude guasti diffusi agli impianti Hvac e attribuisce i disagi a diversi fattori concomitanti, parlando di «limiti di efficacia» e di «Colpa delle temperature estreme».

Le segnalazioni e l'esposto

L’associazione dei consumatori ha richiamato l’attenzione sulle condizioni a bordo, giudicate critiche in più orari della giornata. Secondo l’esposto, la combinazione tra caldo intenso e aria condizionata percepita come insufficiente accresce il rischio per le persone più fragili. «Le carrozze possono diventare vere e proprie trappole termiche», si legge nel documento, che rimarca come i convogli siano coibentati e privi di finestrini apribili. «In tali condizioni, temperatura e ricambio dell'aria dipendono dal corretto funzionamento degli impianti».

Il Codacons riporta inoltre che, in occasione di richieste d’aiuto sul posto, la risposta più frequente agli utenti sarebbe stata «non dipende da noi», segnalando carenze nell’informazione ai passeggeri. Il tema richiama criticità già emerse di recente anche su alcuni bus elettrici di Atac.

La posizione del Campidoglio

Nel riscontro formale, il Comune esclude un malfunzionamento generalizzato dei sistemi di climatizzazione e riconduce i disagi a una serie di condizioni straordinarie. Vengono indicati la forte ondata di calore, l’elevato carico di passeggeri e l’attuale disponibilità di soli tredici treni, che in esercizio stabile si riducono a nove (dieci nelle ore di punta) per via degli interventi programmati. «Gli impianti sono oggetto di manutenzione annuale, di pronti interventi correttivi e di un monitoraggio costante», precisa il Campidoglio, assicurando il «massimo impegno».

I fattori che limitano il raffrescamento

Dalla ricostruzione tecnica emerge che i sistemi sono progettati per mantenere una temperatura interna di circa otto gradi inferiore rispetto all’esterno, per evitare sbalzi nocivi. Con valori eccezionalmente alti, la resa può risultare penalizzata. Incidono inoltre l’apertura continua delle porte in stazioni spesso non climatizzate, l’irraggiamento solare nei tratti all’aperto della linea C e l’affollamento, che aumenta il calore generato in vettura e riduce l’efficacia del raffrescamento.