Flash mob della Rete degli Studenti Medi del Lazio davanti al Liceo Cavour di Roma per denunciare il caldo in classe in vista del rientro. La mobilitazione ha richiamato l’attenzione sulle condizioni delle aule e sulla necessità di interventi strutturali per garantire sicurezza e continuità didattica.
La mobilitazione davanti al Liceo Cavour
La protesta si è svolta questa mattina con striscioni e interventi per evidenziare l’urgenza di misure concrete. Al centro, il tema delle temperature elevate nelle scuole della Capitale e del Lazio, in assenza di un piano organico di mitigazione. «È inaccettabile rientrare a scuola con più di 30° e senza un piano reale e attuato per mitigare la situazione» afferma Simone Montori, coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, «Serve un intervento coordinato da parte di Ministero, Regione Lazio e Enti locali».
Le richieste alle istituzioni
Il coordinamento studentesco chiede un’azione congiunta di Ministero, Regione Lazio ed enti territoriali per dotare gli istituti di soluzioni stabili e tempestive, con priorità alla sicurezza e al benessere in aula. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è garantire condizioni idonee fin dall’avvio dell’anno scolastico, evitando interventi emergenziali e frammentati.
I fondi e le criticità segnalate
Sui finanziamenti nazionali, Montori critica l’entità delle risorse e la loro efficacia rispetto ai bisogni degli istituti: «Ancora una volta, dal Ministero arriva una risposta tardiva e insufficiente: come possono bastare 57€ ad aula quando 9 scuole su 10 non hanno alcun impianto di climatizzazione? Solo a Roma, secondo Città Metropolitana, servirebbero 25 Milioni, 5 in più di quelli stanziati dal Ministero». Il sindacato studentesco sollecita quindi uno stanziamento adeguato e interventi programmati su impianti e infrastrutture.
Il monitoraggio nelle scuole
La Rete annuncia un presidio costante della situazione a partire dal primo giorno di lezioni negli istituti di Roma e del Lazio. «Raccoglieremo le segnalazioni nelle scuole e vigileremo affinché la salute di chi studia venga garantita». L’iniziativa, spiegano i promotori, punta a dare voce alle comunità scolastiche e a documentare con precisione le criticità legate al caldo.