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Caffarella, il comitato contesta due sentieri vicino all’area umida

Caffarella, il comitato contesta due sentieri vicino all’area umida

Testo del paragrafo (18)

Preoccupazione del Comitato per il Parco della Caffarella ODV per i nuovi percorsi in corso di definizione nella valle. La presidente Rossana De Stefani segnala il rischio di un duplice tracciato pedonale-ciclabile nell’area a tutela elevata, con possibili ricadute sull’ecosistema che ospita 132 specie di uccelli tra stanziali e migratori, oltre a volpi, tassi e istrici.

Il nodo dei nuovi percorsi

Secondo quanto riportato, l’Ente Parco Appia Antica sta realizzando nuovi sentieri in Caffarella, tra cui uno pedonale-ciclabile che costeggerà l’area umida in prossimità dell’ingresso di via Cilicia. Parallelamente, il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale avrebbe in programma un ulteriore tracciato più a sud, oltre il fiume Almone. Il Comitato sottolinea che l’area umida è classificata ad elevata protezione e che l’incremento dei passaggi, inclusi ciclisti e cani, potrebbe generare pressione e disturbo alla fauna.

Le preoccupazioni del Comitato

L’associazione territoriale rileva l’assenza di una mappa ufficiale dei percorsi comunali e riferisce di aver ipotizzato il tracciato sulla base di resoconti giornalistici. In questa ipotesi, due sentieri quasi paralleli insisterebbero nella zona sensibile, con potenziale impatto ambientale e rischio di spreco di denaro pubblico. Il Comitato ricorda la nota inviata il 19 maggio alla direzione dell’Ente Parco e all’Assessora Alfonsi, per chiedere di privilegiare l’opzione più distante dall’area umida, e segnala che non è pervenuta risposta.

La richiesta di trasparenza e confronto

Il Comitato chiede al Dipartimento Ambiente di pubblicare il progetto dei nuovi accessi e di aprire un confronto con l’Ente Parco e il Comune alla presenza dei cittadini, per scegliere un solo sentiero compatibile con la tutela dell’habitat e con l’uso responsabile delle risorse. Nel quadro delle iniziative comunicate da Roma Capitale rientrano anche gli accessi da aree espropriate dal 2005, la demolizione degli abusi in via della Caffarella, 15, il restauro del fienile seicentesco in via Appia Antica, 43 e la bonifica del fiume Almone.