È finita la latitanza per Patrizio Forniti e Monica Montenero, ricercati dal luglio 2024 nell'ambito dell'inchiesta "Assedio". Il boss ritenuto a capo dell'omonimo clan di Aprilia e considerato vicino a una cosca di ‘ndrangheta del mandamento reggino, è stato arrestato insieme alla moglie a Casablanca, dalla Gendarmeria reale del Marocco, lo scorso 14 novembre. Sono state avviate le pratiche per l'estradizione.
Boss del clan di Aprilia arrestato con la moglie a Casablanca: finisce la latitanza di Forniti e Montenero
I due latitanti erano sfuggiti alla cattura nella maxi operazione che portò a 25 misure cautelari e allo scioglimento del comune pontino. Forniti era inserito nell'elenco dei «Latitanti pericolosi», poiché ritenuto dagli investigatori il capo dell'organizzazione mafiosa che porta il suo nome.
La coppia era ricercata dal tre luglio 2024 a seguito della mancata esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei loro confronti dal Tribunale di Roma, nell'ambito del filone apriliano dell'indagine «Assedio» eseguita dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma, con l'ausilio del competente Reparto territoriale dell'Arma.
Trovati con falsi passaporti svizzeri: avviate le procedure per l'estradizione
La Direzione Distrettuale Antimafia capitolina ha già avviato le procedure per l'estradizione della coppia, che è stata trovata in possesso di falsi passaporti svizzeri. Le operazioni sono supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ambito progetto I-CAN, e dall'Esperto per la sicurezza in servizio presso l'Ambasciata d'Italia a Rabat, in quota Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.
Tutto è partito con l’inchiesta "Assedio" sviluppata tra il 2021 e il 2024 poco dopo l’attentato dinamitardo alla società di trasporti avvenuto nel 2020, indagine che ha portato alla nomina del commissario prefettizio per il Comune di Aprilia e all’attività istruttoria della Commissione di indagine, per verificare eventuali condizionamenti mafiosi.