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Banda dei furti in casa, arresti dopo colpi tra Latina e Frosinone

Banda dei furti in casa, arresti dopo colpi tra Latina e Frosinone

caos

Quaranta furti, di cui 12 tentati, e una rapina impropria in abitazione: è il quadro accusatorio a carico di quattro persone arrestate dai carabinieri della Compagnia di Solofra (Avellino), con il supporto dei reparti territoriali. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Avellino, riguarda indagati tra 24 e 38 anni, di nazionalità albanese e residenti nelle province di Caserta e Napoli, ritenuti parte di un’associazione per delinquere dedita ai furti in abitazione nei piccoli centri.

L’indagine e l’ordinanza

Le indagini, coordinate dalla Procura di Avellino e condotte dai carabinieri, sono partite dopo i furti commessi ad Aiello del Sabato, in provincia di Avellino, a gennaio e hanno ricostruito un sodalizio attivo in otto province: Salerno, Latina, Frosinone, Benevento, Isernia, Campobasso e L’Aquila, come riporta AvellinoToday. In soli quattro mesi il gruppo avrebbe colpito con 40 episodi, tra cui 12 tentati, e una rapina impropria.

I colpi nel Lazio

Nella provincia di Latina, in un piccolo centro del territorio pontino, un tentato furto è degenerato in tentata rapina: la vittima ha sorpreso i malfattori ed è stata colpita con una spranga di ferro per agevolarne la fuga. L’area di azione comprende anche la provincia di Frosinone.

Modus operandi e ruoli

Secondo quanto emerso, la banda agiva di sera e di notte, scegliendo abitazioni isolate nelle periferie di piccoli paesi. Per i colpi utilizzava esclusivamente auto a noleggio, sostituite di frequente, e schede telefoniche intestate fittiziamente a terzi. All’interno del gruppo era stabile la ripartizione dei compiti: due indagati come autisti e "palo", altri due incaricati di introdursi nelle case alla ricerca di monili in oro, preziosi e denaro contante. Il bottino complessivo è stimato in diverse decine di migliaia di euro.

Gli elementi raccolti

L’attività investigativa ha incluso intercettazioni, analisi delle immagini di videosorveglianza pubbliche e private, riscontri sui dati di traffico e celle telefoniche, individuazioni fotografiche ed escussione di persone informate sui fatti. Gli accertamenti hanno attestato la presenza degli indagati in luoghi e fasce orarie coincidenti con diversi episodi, delineando un quadro indiziario ritenuto “grave e convergente”. Il gip ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di reiterazione e il rischio di fuga: disposta la custodia cautelare in carcere.