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Avis lascia Ciampino: sindacati in allarme sul futuro di tre lavoratori

Avis lascia Ciampino: sindacati in allarme sul futuro di tre lavoratori

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Allarme sindacale a Ciampino dopo la decisione di Avis Budget Italia di cessare la gestione diretta della stazione di noleggio all’aeroporto di Ciampino e affidarla in franchising. La vicenda è approdata in commissione Lavoro della Regione Lazio, con la presentazione di una memoria sul destino occupazionale di tre addetti storici.

Decisione su Ciampino

In commissione hanno preso parte, tra gli altri, Claudio Lozzi (Ugl), Emanuele Pagliarin (Filt Cgil), Andrea D’Agostino (Uil Trasporti) e Marino Masucci (Fit Cisl). Secondo le organizzazioni, la scelta di interrompere la gestione diretta e trasferire l’attività in franchising mette in discussione la continuità lavorativa di tre dipendenti con lunga anzianità nel presidio romano.

Le posizioni dei sindacati

Le sigle rilevano che, nel Lazio e nel contesto aeroportuale di Roma, la domanda di autonoleggio risulta in crescita. Richiamata anche la riorganizzazione del 2025 con esodi incentivati e criticità contestate sul metodo. Dopo uno sciopero di 24 ore del 3 aprile, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto tutele territoriali: “Il sindacato ha ritenuto imprescindibile il mantenimento dei lavoratori all'interno del perimetro aziendale dell'area metropolitana di Roma”. Di fronte a questa richiesta, spiegano, Avis avrebbe risposto “picche”.

La replica dell’azienda

Nel corso della seduta presieduta da Angelo Tripodi, la responsabile risorse umane del gruppo, Federica Sabino, ha chiarito il percorso seguito: “Il 24 febbraio – ha dichiarato Federica Sabino - abbiamo inviato un’informativa ai sindacati sull’esternalizzazione del noleggio di Ciampino dato in franchising a un’altra impresa. Ai tre lavoratori in servizio è stato offerto di passare alla nuova società, con le stesse condizioni contrattuali. Ci sono stati tre tavoli con i sindacati nel mese di marzo. I lavoratori hanno rifiutato e allora Avis ha offerto loro di restare nel gruppo, offrendo loro due posizioni in Lombardia, una a Bologna e una a Venezia. Dopo il loro rifiuto abbiamo avviato le procedure di licenziamento e di recente abbiamo fatto una conciliazione, che prevede un esodo con incentivi”.

La richiesta alla Regione Lazio

La Fit Cisl sintetizza così la propria posizione: “Non può ritenersi accettabile che una multinazionale scarichi il costo delle proprie scelte organizzative su un numero ristretto di lavoratori, trattandoli come variabili dipendenti di logiche esclusivamente economiche. Non è accettabile che si chieda flessibilità e disponibilità senza garantire continuità occupazionale e dignità del lavoro”. Le sigle hanno chiesto alla commissione di valutare un approfondimento istruttorio sulle modalità di riorganizzazione nel settore dell’autonoleggio, con particolare attenzione al perimetro romano e laziale.