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Aula studio Vigna Clara: apertura nel cuore del XV Municipio

Aula studio Vigna Clara: apertura nel cuore del XV Municipio

immagine di repertorio (foto da Pexels)

È operativa da oggi a Roma la nuova aula studio Vigna Clara, all’interno della stazione ferroviaria omonima in via Flaminia Nuova 204, nel XV Municipio. Lo spazio, gestito da Istituzione Biblioteche, amplia la rete cittadina di ambienti dedicati allo studio e al lavoro, diventando la diciannovesima aula studio promossa da Roma Capitale per offrire luoghi pubblici di qualità, gratuiti e accessibili.

Orari e servizi

L’aula dispone di 21 posti a sedere in sala studio e coworking ed è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18. L’ambiente è climatizzato, raccolto e attrezzato con prese elettriche e connessione wi-fi, oltre a garantire la piena accessibilità per persone con disabilità. La collocazione nella stazione Vigna Clara rende lo spazio facilmente raggiungibile e funzionale per chi studia, prepara esami o svolge attività lavorative in autonomia, rafforzando un presidio gratuito di socialità a servizio del quartiere e della città.

Una rete cittadina in crescita

La nuova struttura si aggiunge alle aule già attive, tra cui Trionfale, Torpignattara, Palazzo Braschi e Palazzo delle Esposizioni, per un totale di 19 presidi. L’inserimento in una stazione ferroviaria riaperta dopo anni di abbandono contribuisce alla rigenerazione urbana, trasformando un nodo di trasporto in un luogo di vita quotidiana, incontro e costruzione di comunità. In linea con gli altri spazi della rete capitolina, anche Vigna Clara è concepita come ambiente collaborativo e inclusivo, pensato per agevolare studio, lavoro e fruizione culturale.

Presenze istituzionali

All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri; l'assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Massimiliano Smeriglio; il presidente del Municipio Roma XV Daniele Torquati; la direttrice dell’Istituzione Sistema biblioteche centri culturali Simona Cives.