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Chiusura asili privati a Roma: manca il posto per 500 bimbi

Chiusura asili privati a Roma: manca il posto per 500 bimbi

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L'educazione prescolare a Roma è in crisi, con la chiusura di 18 asili nido e scuole dell'infanzia private, lasciando oltre 500 bambini senza una struttura adeguata. L'allarme è stato lanciato dall'Aninsei, l'Associazione Nazionale Istituti Non Statali di Educazione e Istruzione, che ha evidenziato le difficoltà crescenti nel sostenere i costi operativi e trovare spazi conformi alle normative vigenti. Questa situazione si verifica in un contesto di aumento delle rette, aggravando ulteriormente la pressione sulle famiglie e compromettendo l'accesso ai servizi educativi privati.

Chiusura di asili nido e scuole dell'infanzia: i numeri

Nella Capitale, 13 asili nido privati hanno già chiuso, con una perdita complessiva di oltre 420 posti per i bambini. Inoltre, cinque scuole dell'infanzia hanno interrotto le attività, coinvolgendo circa 120 bambini.

L'Aninsei ha segnalato che numerose altre strutture potrebbero cessare l'attività nel prossimo anno scolastico, principalmente a causa dell'impossibilità di rispettare le norme sui locali e dei costi elevati di gestione. Le chiusure stanno creando una riduzione significativa dell'offerta educativa, costringendo molte famiglie a cercare soluzioni alternative.

Costi di gestione e aumento delle rette

Il settore dell'educazione prescolare privata affronta un incremento dei costi che rende difficile la sostenibilità economica. La retta mensile media per un bambino in un asilo nido privato a Roma è aumentata del 12% negli ultimi due anni, raggiungendo i 600 euro per il tempo pieno e 476 euro per il part-time.

Questi aumenti sono legati non solo ai costi di gestione ordinari, ma anche agli aumenti salariali previsti dai nuovi contratti collettivi e ai crescenti costi delle utenze e degli affitti. La ricerca di locali idonei è ulteriormente complicata dai requisiti normativi, come l'altezza minima delle aule, che limitano la disponibilità di spazi adeguati.

Richiesta di interventi normativi

Un ostacolo significativo per gli asili nido e le scuole dell'infanzia private è la necessità di rispettare normative strutturali obsolete. In molti casi, queste norme rendono difficile o impossibile trovare spazi idonei per ospitare le attività educative.

L'altezza minima richiesta per le aule, fissata a tre metri, e quella per le palestre, di 5,40 metri, sono alcuni dei parametri che riducono drasticamente la disponibilità di locali conformi.

Questo problema non colpisce solo le strutture private ma anche quelle pubbliche, con la Città Metropolitana di Roma che spende oltre 8 milioni di euro all'anno per affittare spazi scolastici.