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Arte e criminalità, quadri per ripulire i soldi del narcotraffico (VIDEO)

Arte e criminalità, quadri per ripulire i soldi del narcotraffico (VIDEO)

|i quadri sequestrati dai carabinieri

Non solo fiumi cocaina e di soldi negli interessi del narcotraffico romano. Nascosti in un casale in Umbria c’erano cinque quadri di grande pregio. Opere di Renato Guttuso, Ernesto Treccani, Antonio Corpora e anche un disegno di Renzo Bussotti scoperte dai carabinieri durante una perquisizione nella casa di Leandro Bennato, il "biondo", braccio destro di Giuseppe Molisso a capo della rete criminale che riforniva le piazze di spaccio di Roma.

Smantellata rete narcos, "la più pericolosa tra quelle attive nella Capitale"

Organizzazione smantellata in una maxi operazione diretta dalla Dda di Roma con oltre 300 carabinieri impegnati che ha portato a 26 arresti e sequestri milionari. Una rete di narcos che riforniva di cocaina le più importanti piazze di spaccio romane da Tor Bella Monaca al Quarticciolo e Giardinetti addirittura ad un prezzo più alto.

Il sodalizio caratterizzato da violenza e uso delle armi, "è considerato il più pericoloso tra quelli operanti nella Capitale" ha spiegato il colonnello Adolfo Angelosanto, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Roma.

Giro d'affari da 30mila euro al giorno

Il bilancio delle perquisizioni è di 300mila euro in contanti sequestrati, trovati in grosse mazzette avvolte nel cellofan e nascoste in casa degli indagati. "Il giro di affari si aggirava attorno ai 30mila euro al giorno per alcune piazze di spaccio. Per un totale di decine di milioni di euro al mese" ha sottolineato il comandante.

Arte e criminalità, quadri per ripulire i soldi del narcotraffico

Soldi che dovevano essere riciclati, magari proprio attraverso l’arte. Transazioni tra privati con quadri venduti senza tracciabilità. In queste pieghe si muove spesso la criminalità che vede nell’arte un ottimo investimento. Un modo per ripulire i soldi sporchi. Denaro che infatti non può essere dichiarato.

E proprio i redditi - bassi o inesistenti - collidono con il possesso di opere d’arte di grande valore e fanno scattare il campanello d’allarme e il sequestro preventivo. Nello stesso modo infatti non tornavano i conti con le auto di lusso e le ville sfarzose dei Casamonica, beni sproporzionati ai redditi dichiarati e con un dubbio gusto per l’opulenza. Non quadri d’autore, ma cavalli d’oro e soffitti affrescati.